Il Psd'Az gioca d'anticipo e dichiara che «non farà parte della nuova Giunta regionale». La decisione è stata comunicata ieri da Giovanni Colli, segretario nazionale, convinto che il partito debba «riconquistare libertà d'azione e piena autonomia politica in Consiglio regionale». Con l'abbandono dei sardisti, si libera il posto dell'assessorato dei Trasporti, guidato da Christian Solinas. Quest'ultimo, nella serata di ieri, ha rassegnato le dimissioni «per consentire la chiarezza necessaria a ricomporre nel più breve tempo possibile l'esecutivo regionale». Una grana con la quale dovrà fare i conti il presidente Cappellacci, ancora fermo sul fronte dell'azzeramento della Giunta e impegnato nelle interlocuzioni con la maggioranza per ridisegnare il nuovo esecutivo, sul quale continuano a circolare diversi nomi.
IL PSD'AZ La decisione di uscire dalla maggioranza era nell'aria già durante l'assemblea di sabato scorso a Tramatza. È stato il segno positivo alle ultime elezioni politiche a convincere Colli a «costruire un rinnovato progetto politico che sappia dare risposte alla crisi dell'Isola».
LA GIUNTA L'azzeramento ancora non c'è stato nonostante lo stop ai lavori del Consiglio che permette al presidente di agire con libertà . Infatti, per ogni assemblea è necessaria la presenza di almeno un assessore. Per ora si tratta di voci, più o meno fondate, come quella che vedrebbe Alessandra Zedda, adesso all'Industria, andare alla Programmazione al posto di La Spisa. L'assessorato dell'Industria potrebbe essere guidato da Alberto Randazzo, in quota Pdl e presidente della medesima commissione. Resta in piedi l'ipotesi di un ritorno di Franco Manca all'assessorato del Lavoro, al posto di Liori che, nel frattempo, ha incontrato il presidente Cappellacci per esporre i punti chiave dell'ultimo anno di legislatura: lavoro, sanità , istruzione, istituzioni ed economia.
LE REAZIONI Non sono mancate le esternazioni dei partiti a seguito della notizia dei Quattro mori. Luciano Uras (Sel) ha evidenziato «la crisi nella maggioranza che non servirà però a concludere questa esperienza negativa di governo». Il vicecapogruppo dei Riformatori Franco Meloni ha fatto un appello alle forze politiche per «l'immediata discussione sul disegno di legge taglia Province e quello sul Cda degli enti». Sulla legge elettorale, invece, si è espresso il capogruppo del Pd Giampaolo Diana: «Riprendiamo la discussione e approviamo una legge senza il listino e con la doppia preferenza di genere».
Matteo Sau
