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L'unione sarda. Fondazione Banco, lite nel Pd

Cabras presidente? Il caso finisce sul tavolo di Bersani

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Tra i 101 motivi per cui si litiga, dentro il Pd, adesso c'è pure il Banco di Sardegna. Anzi, la Fondazione del Banco: presiederla dovrebbe essere il prossimo mestiere di Antonello Cabras, ufficialmente senatore ancora per pochi giorni. Ma la nomina annunciata fa infuriare un pezzo del partito, scatenando una guerra che dall'Isola è già arrivata - si dice - all'orecchio di Pier Luigi Bersani.
PROTESTA Dicono, i contestatori, che non è proprio il caso di procedere all'operazione: per il combinato disposto della vicenda Monte Paschi, dell'effetto Grillo e dell'esito elettorale. Aggiungono, i contestatori, che così il Pd perderà altri voti. Ma chi sono i contestatori?
È un amalgama strano, ci sono dirigenti e militanza di base, giovani e meno giovani. Ha dato la stura ai malumori Simone Campus, classe 1979, dinamico consigliere comunale di Sassari e scout per sempre, che minaccia di stracciare la tessera del partito. Ma ora il vessillo della protesta sembra in mano al deputato uscente Guido Melis, che è nato 30 anni prima di Campus (ma ne ha trascorso solo cinque nelle istituzioni), e che su questa storia attacca anche il leader regionale Silvio Lai.
L'ACCORDO Le voci sulla presidenza della Fondazione in realtà circolano da quasi un anno, solo che ora si avvicina il momento in cui si compiranno gli eventi: il 15 aprile l'assemblea dei soci del Banco sceglierà il nuovo presidente, e salvo sorprese sarà Antonello Arru, finora alla guida della Fondazione che detiene il 49% delle azioni dell'istituto di credito (il restante 51 è della Banca popolare dell'Emilia Romagna).
Pare che sia stato proprio Arru, considerato politicamente vicino ad Antonello Soro, a pensare a Cabras per la propria successione. Di ufficiale non c'è nulla, se non la decisione di cooptare il quasi ex senatore nel comitato di indirizzo della Fondazione, organismo che sceglierà il presidente (ma Cabras non vi è ancora entrato formalmente). Però, insomma, si sa che è più di una semplice ipotesi.
IL DIBATTITO «Non è un fatto personale, io Cabras manco lo conosco: ma davvero lo scandalo Mps non ha insegnato niente ai dirigenti del Pd?», ha chiesto polemicamente qualche giorno fa Simone Campus, annunciando l'autosospensione dal partito, che diventerà definitiva se la profezia si compirà. «Quella nomina sarebbe una stupidaggine autolesionista», aggiunge severo Guido Melis, «so che in passato queste prassi erano normali, ma non possiamo sottovalutare tutto ciò che è accaduto».
L'ex deputato ironizza su Silvio Lai, che nel direttivo sassarese del Pd avrebbe detto che l'eventuale nomina non è nella disponibilità del partito: «Strano paese l'Italia, i comici fanno i politici e i politici professionisti, come Lai, fanno i comici». Il caso Banco non è all'ordine del giorno della direzione regionale del Pd, convocata per domani a Tramatza, ma qualcuno lo citerà.
Nel frattempo su Facebook (dove, se no?) si è sviluppato un dibattito intenso. L'economista ed ex assessore regionale Francesco Pigliaru, sulla sua pagina, critica aspramente la ventilata nomina, ricordando l'analoga presa di posizione assunta tempo fa da Arturo Parisi e Mario Segni - pur senza nominare Cabras - con un intervento pubblicato dalla Nuova Sardegna.
Sui social network in generale prevalgono le opinioni di questo tipo, ma ci sono eccezioni: per esempio un giovane blogger e attivista del Pd, Mirko Solinas, si dice «sconcertato» per l'attacco a Lai da parte di Melis, «appartenente all'area che ha voluto la nomina di Antonello Soro all'Agcom e che Guido stesso ha votato in Parlamento». Insomma, «il partito non deve nominare nessuno nella Fondazione del Banco di Sardegna», ma sono da condannare «tutte le nomine fatte per logiche correntizie».
Tra i big non si espone quasi nessuno, soprattutto quelli che invece non vedono nessuno scandalo. Il capogruppo Pd in Consiglio, Giampaolo Diana, precisa di non sapere cosa ci sia di vero nelle voci, «ma è vero che, specie dopo il caso Mps, deve prevalere sempre l'interesse a non danneggiare il partito». Prescinde dalla vicenda sarda anche il neo deputato Marco Meloni, componente della segreteria nazionale del Pd, «ma quel che penso su questioni simili - fa notare - l'ho detto mercoledì alla direzione nazionale, dicendo che va reciso il nodo gordiano tra la politica e l'economia, e che noi del Pd non dobbiamo avere più nulla a che fare con la sanità, con le municipalizzate, con le fondazioni bancarie».
Giuseppe Meloni

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