Il gruppo e il coordinamento non interagiscono, quasi si guardano in cagnesco. La tensione resta alta, nel Pdl la pace tra le varie anime sembra lontana. E gli strappi lasciano la conduzione del partito nell'incertezza, non solo in prospettiva delle regionali. Nessuno mette in discussione (ufficialmente) il coordinatore regionale Settimo Nizzi, ma non è detto che non accade.
I VERTICI La situazione è complicata e si intuisce in modo chiaro da quel che è accaduto martedì. A Villa Devoto, nel pomeriggio, il governatore Cappellacci ha incontrato il gruppo per l'analisi del voto, ma anche per parlare di Giunta e di un azzeramento che dovrà garantire il rilancio. Praticamente in contemporanea, Nizzi ha convocato in via Roma i coordinatori provinciali, anche in questo caso per l'analisi del voto. Il gruppo da una parte, il partito dall'altro. Come a fine anni Novanta, quando c'era Forza Italia e Silvio Berlusconi inviò Romano Comincioli come commissario del partito in Sardegna. E mentre Cappellacci e il gruppo dialogavano su come istituire un fondo di rotazione per dare respiro ai giovani disoccupati sardi, con un intervento simile al reddito di cittadinanza, e ragionavano sugli equilibri e sulle sei caselle appannaggio del partito in Giunta con i possibili spostamenti, Settimo Nizzi, sollecitato da alcuni coordinatori provinciali, prendeva la decisione di incontrare il gruppo consiliare, appellandosi al capogruppo Pietro Pittalis.
LA LETTERA DI NIZZI In una lettera il coordinatore regionale cerca «di fare chiarezza» dopo che «da oltre un anno» tenta un abboccamento. «A oggi non è stato possibile incontrare né i consiglieri né gli assessori», scrive il coordinatore. «Anzi, in molte occasioni si esternano pensieri del tipo il partito non esiste. Oggi il partito è chiamato a uno straordinario sforzo di concreta risposta ai bisogni della gente: questo non può avvenire senza la necessaria riunificazione delle varie anime del partito». In verità una richiesta informale Nizzi l'aveva fatta subito dopo l'ufficializzazione delle liste per le Politiche. Ma, considerato il malcontento che all'epoca c'era, sembra che Pittalis (designato dal gruppo per acclamazione a ricoprire l'incarico di assessore alla Programmazione, ma avrebbe rinunciato) evitò che l'incontro avvenisse per scongiurare ulteriori spaccature. Ora è più possibilista, anche se non è detto che il gruppo accetti l'invito: «Martedì chiederò che cosa i consiglieri intendono fare, anche se il vertice non sarà immediato per via delle scadenze in Aula».
I GIOVANI In attesa di una schiarita, prendono posizione tre giovani dirigenti del partito chiedendo un rinnovo della classe dirigente: «Il coordinamento regionale è stato deludente, se non assente», dice Marco Selis, quartese. D'accordo il vicesegretario dei giovani del Pdl Pierpaolo Cassoni e, con lui, il dirigente provinciale di Nuoro Giorgio Gaias: «Il Pdl sardo, visti i risultati e la grande affermazione del M5S, deve fare un'approfondita analisi degli errori di questi anni, valutando un ricambio generazionale».
Lorenzo Piras
