Le deleghe sono tornate in mano al governatore. Ieri Ugo Cappellacci ha ufficializzato l'azzeramento della Giunta: la prossima settimana il nuovo esecutivo dovrebbe essere già in carica con le variazioni determinate dai nuovi scenari politici.
LA SITUAZIONE Cappellacci, tra mercoledì e giovedì, dovrebbe sciogliere i nodi. Nessuna anticipazione sui nomi: «Per ora», dice il presidente della Regione, «stiamo lavorando sul patto di governo che caratterizzerà l'azione nei prossimi mesi. I nomi in questo frangente rappresentano un discorso secondario». Sei-sette punti qualificanti, a partire dal Lavoro, per continuare con la Zona franca e il Ppr, passando per la vertenza entrate, dovrebbero dare forma al programma di fine legislatura. A portarli avanti saranno assessori in linea di massima politici, almeno questo è sembrato l'orientamento dei partiti che compongono la coalizione di governo, da cui giovedì si è tirato fuori il Psd'Az: «Siamo fuori dalla Giunta e dalla maggioranza», ha ribadito con fermezza Giacomo Sanna davanti a chi gli chiedeva se i Quattro mori avrebbero comunque offerto almeno il sostegno esterno al centrodestra.
LE INDISCREZIONI In linea di massima lo scheletro della Giunta potrebbe essere questo: il Pdl avrebbe sei assessorati, l'Udc e i Riformatori ne terrebbero due, un assessorato andrebbe anche a Fratelli d'Italia se riuscisse a formare il gruppo e l'ultimo resterebbe all'Uds (gli Affari generali, dove ci sarebbe la conferma di Mario Floris). Dalla Giunta sembra destinato a uscire Giorgio La Spisa, nonostante in tempi non sospetti i Riformatori abbiano manifestato la volontà di prendere in carico loro l'ex vicecapolista alla Camera di Scelta Civica, magari con una delega diversa dal Bilancio. Cosa comunque a ieri improbabile, considerato che sia Luigi Crisponi (Turismo) che Angela Nonnis (Lavori pubblici) dovrebbero restare al loro posto.
LE POSSIBILI NOVITÀ Al Lavoro potrebbe esserci l'avvicendamento tra Antonello Liori e un tecnico: Franco Manca. Se invece il cambio fosse politico, il nuovo assessore potrebbe essere Andrea Biancareddu (Udc), sempre che non decida di rientrare in corsa Giorgio Oppi. Udc che terrebbe la Cultura per Sergio Milia. Quindi la formazione del Pdl: per l'Ambiente è possibile il ricorso a Mariano Contu, ex assessore all'Agricoltura. All'Industria andrebbe un uomo del Sulcis, per l'esattezza di Sant'Antioco: Giorgio Locci. Anche perché Alessandra Zedda andrebbe a Programmazione e Bilancio, l'assessorato finora retto da La Spisa. Verrebbero confermati all'Agricoltura Oscar Cherchi, all'Urbanistica Nicola Rassu e alla Sanità la vicepresidente della Regione Simona De Francisci. Infine i Trasporti: l'assessorato lasciato libero dal sardista Christian Solinas potrebbe essere gestito da Antonello Liori. L'ex assessore al Lavoro rientrerebbe in corsa con Fratelli d'Italia se il partito di Giorgia Meloni riuscisse a costituire il gruppo in Consiglio regionale. Per ora (il condizionale è d'obbligo) il progetto sarebbe stato sposato da quattro consiglieri: si vocifera di Mario Diana, Nanni Campus, Teodoro Rodin e Matteo Sanna. Il quinto potrebbe essere Massimo Mulas. Non Ignazio Artizzu che, terminata l'esperienza con Fli, sarebbe pronto a rientrare dal Pdl che l'ha eletto in Consiglio regionale come suo rappresentante più votato.
OGGI DIREZIONE PD Intanto oggi alle 15,30 a Oristano si riunisce la direzione regionale del Pd, che potrà essere seguita in diretta streaming collegandosi sul sito del partito. All'ordine del giorno dovrebbe esserci il dibattito sugli esiti della direzione nazionale, ma sarà anche l'occasione per discutere della situazione della maggioranza che governa la Regione, a cominciare dall'uscita del Psd'Az che potrebbe ritornare a essere un interlocutore in vista di possibili alleanze per il voto del 2014.
Lorenzo Piras
