Troppe assenze dal consiglio provinciale. È la motivazione del ricorso presentato dal secondo dei non eletti del Pdl, Andrea Salvatore Listo, di Macomer. Nel mirino Luigi Crisponi, assessore regionale al Turismo e nel 2010 candidato alla presidenza della Provincia per il centrodestra, e Salvatore Borto, che l'anno scorso si è fatto vedere pochissimo in aula per seri motivi di salute. Per entrambi è già stata aperta la procedura per la decadenza dall'incarico.
La conferenza dei capigruppo, riunita martedì dal presidente del Consiglio Daniela Forma, ha rilevato che il caso Borto non si pone neppure, visto che il consigliere del Pdl, ex sindaco di Desulo, era ricoverato in un ospedale della Penisola. La sua unica mancanza sarebbe stata quella di presentare il certificato medico non rispettando la scadenza prevista dei cinque giorni. «Borto è assente giustificato, non c'è nessun problema per lui», sottolinea il capogruppo Pdl, Cici Mula.
Diversa sarebbe la situazione di Crisponi che dal 2010 diserta le sedute consiliari della Provincia. Nel suo caso varrebbero gli impegni istituzionali come componente della giunta regionale, in rappresentanza dei Riformatori. Una valutazione da fare con documenti alla mano dal presidente del Consiglio, sulla base del regolamento.
Sia Crisponi che Borto hanno comunque dieci giorni di tempo per presentare osservazioni, motivazioni, documentazione. Il presidente del Consiglio valuterà le rispettive posizioni e deciderà se portare i casi in aula. L'assemblea, a quel punto, dovrebbe riunirsi dieci giorni dopo la scadenza dei tempi concessi ai due protagonisti per le rispettive osservazioni.
Per ora a entrambi il presidente del Consiglio ha notificato l'apertura della procedura di decadenza invitandoli a presentare le loro giustificazioni rispetto alle tante assenze collezionate. Ha riunito la conferenza dei capigruppo che deve esprimere il suo parere. Ora scattano i dieci giorni per mettere assieme documenti e osservazioni utili alla valutazione finale. Se fossero ritenute sufficienti, il presidente del Consiglio potrebbe archiviare il caso. Altrimenti, lo porterà all'attenzione del Consiglio che si esprimerà in aula.
