Più lavoro al Nord e meno nei piccoli centri delle zone interne dell'Isola. Nonostante negli ultimi anni il turismo abbia fatto registrare cali consistenti di presenze, la Gallura, meta delle vacanze per eccellenza, resta anche quella a maggior incidenza occupazionale. Nella provincia di Olbia e Tempio si continua a trovare lavoro abbastanza facilmente, a differenza di quanto accade invece in Ogliastra o nel Nuorese, aree sulle quali incide anche la presenza di consistenti fasce di popolazione non più in età lavorativa.
LE PROVINCE Secondo il Centro studi L'Unione Sarda, che ha rielaborato i dati Istat sulle forze di lavoro relativi all'intero 2012, la provincia sarda con la maggiore occupazione è quella di Olbia-Tempio: il tasso di attività (che riguarda la fascia d'età oltre i 15 anni) è pari al 54,1% ed è superiore sia a quello regionale (48,1%) che a quello nazionale (49,3%). E se si considera l'intera popolazione, quindi anche adolescenti e bambini, il 47% del totale ha un lavoro oppure è alla ricerca di occupazione. «È la percentuale più alta nell'Isola», spiegano Franco Manca e Lucia Schirru, del Centro studi L'Unione Sarda, «viceversa Carbonia-Iglesias risulta ultima, con appena il 36%».
OCCUPATI Se si analizzano invece le forze di lavoro (occupati e disoccupati, escludendo quelli che si mettono più o meno volontariamente fuori dal mercato) non è più la Gallura a detenere il primato nell'Isola. Nella provincia di Olbia-Tempio l'86,7% delle forze di lavoro è occupato, mentre nel Nuorese si arriva all'88,7% e i disoccupati sono l'11,3%. In sostanza, se si analizzano solo i dati relativi a chi è disposto a lavorare, e non quelli della popolazione in età lavorativa, il primato spetta al Nuorese e non più alla Gallura (13,3%). Dinamiche numeriche che però non cambiano il quadro dell'economia sarda. A detenere il primato della disoccupazione, infatti, è sempre l'Ogliastra con il 22,4% di senza lavoro, seguita da Oristano (17,4%), Medio Campidano (16,5%), Carbonia-Iglesias (16,6%), Sassari (16%) e Cagliari (15,5%).
I GIOVANI Analizzando infine i numeri che riguardano la fascia di popolazione tra 15 e 24 anni, la disoccupazione giovanile in Sardegna raggiunge il 47,3% , oltre dieci punti sopra il 35,5% di media nazionale. Questo dato viene calcolato sul totale della popolazione, «quindi anche quelli che volontariamente non cercano un lavoro», spiega il Centro studi. Se si considerano invece solo i giovani che cercano effettivamente un lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile scende al 14,1% in Sardegna e al 10,1% nell'intero Paese. Prendendo come riferimento sempre quest'ultimo parametro, la provincia sarda dove si registra il tasso più basso di giovani disoccupati è la Gallura, con il 9,9%, mentre l'Ogliastra ha il record negativo: 18,9%. Se si analizza invece il rapporto tra i giovani disoccupati e l'intera popolazione, Olbia-Tempio mostra sempre la performance migliore con il 27,7%, a fronte del 57,6% di Cagliari e al 55,8% dell'Ogliastra. ( g. d. )
