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L'unione sarda. Nuoro-Abbasanta vietata ai tir «Si dimettano tutti i sindaci»

Confindustria, sindacati e istituzioni verso la mobilitazione unitaria

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Con le strade vietate ai mezzi pesanti non arriverà neppure il combustibile. E la centrale elettrica di Ottana rischia il blackout, se la situazione non dovesse normalizzarsi entro breve tempo. Si tratterebbe di un'interruzione di un pubblico servizio e le responsabilità ricadrebbero sull'Anas che, secondo il patron di Ottana Energia Paolo Clivati, va subito denunciata. Non solo. La vertenza delle strade diventa la vertenza dell'intera Sardegna centrale. Per questo tutti i sindaci del territorio sono chiamati a consegnare la fasce tricolori al Prefetto e a manifestare davanti al palazzo della Regione.
LA MOBILITAZIONE Sono le strategie emerse dalla conferenza svoltasi ieri mattina nella sede di Confindustria a Nuoro. Oltre ai vertici dell'associazione degli industriali, col presidente Roberto Bornioli, c'erano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, gli imprenditori di Ottana, di Orani, e il sindaco di Bolotana. «Da dicembre aspettiamo che l'Anas trovi una soluzione - ha detto Bornioli - per quanto ci riguarda abbiamo fatto ben cinque proposte alternative, ma nessuna di queste è stata messa in atto. Non ci resta che portare avanti iniziative eclatanti per richiamare Anas e Regione».
L'EMERGENZA Ora tutto il traffico dei mezzi pesanti, anche dopo la chiusura della Borore - Ottana, si è riversato sulla Macomer Nuoro, fino all'altezza del bivio sulla 131 a Birori, creando disagi, con tante situazioni di pericolo, oltre che danneggiare anche questo tratto di strada. «È in atto lo svuotamento del territorio - osserva Francesco Manconi sindaco di Bolotana - occorre fare un incontro urgente con la Regione e trovare soluzioni immediate». Dello stesso avviso Jose Mattana della Cgil. «Le nostre strade sono diventate eterne incompiute», ha sottolineato il sindacalista. I lavori vengono iniziati e mai portati a termine. La mobilitazione è necessaria». Giuseppe Manconi della Uil ha rincarato la dose: «Questo - ha ripetuto - è l'ennesimo attacco all'industria del nostro territorio. I danni sono ingenti e i disagi li pagano le poche imprese che operano ancora nella nostra provincia». Gesuino Satta della Cisl ha invitato a un gesto clamoroso i primi cittadini: «I sindaci devono dare pubblicamente le dimissioni».
Francesco Oggianu

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