L'isolamento è una delle ragioni che può determinare l'avvio di una zona franca extradoganale. Almeno questo è quanto avvenuto a Livigno, oggi ricca località della Valtellina, famosa per le piste di sci oltre che rinomata destinazione turistica anche durante l'estate. Livigno come la Sardegna, dunque, nel senso che anche nell'Isola è la condizione di insularità che ha spinto la Regione ad avanzare allo Stato e alla Comunità europea una richiesta di riconoscimento della zona franca integrale.
LA STORIA Va detto però che la condizione di extraterritorialità di Livigno ha oltre un secolo di storia, per quanto riguarda lo Stato italiano, ma le radici tornano indietro di almeno altri cinque secoli. Il riconoscimento dello status di zona extradoganale, infatti, venne ottenuto dal Comune di Livigno il 17 luglio 1910. Le origini, però, risalgono al 1538, quando la comunità locale riuscì a ottenere una serie di privilegi dalla Contea di Bormio, che furono successivamente confermati nei secoli successivi.
Fatto sta che questo particolare status giuridico e fiscale concesso a Livigno ha favorito lo sviluppo di questa comunità che vive a 1800 metri d'altitudine e possiede nel suo territorio anche il centro abitato (la frazione di Trepalle) più alto d'Europa (2.250 metri). Ed è proprio la particolare condizione geografica ad aver inciso sulla concessione dell'extraterritorialità . Livigno, infatti, è raggiungibile da tre strade: il passo della Forcola, aperto solo d'estate, il passo del Foscagno, utilizzabile tutto l'anno (anche se è stato reso transitabile soltanto dagli anni Cinquanta e fino ad allora la comunità rimaneva isolata per tutto il periodo invernale), e l'accesso di fondo valle che costeggia il bacino del fiume Spöl, dove un tunnel transitabile, ancora oggi a senso unico alternato, venne realizzato solo a fine anni Sessanta.
COME FUNZIONA Ecco perché da secoli Livigno è riuscita a ottenere questo particolare status. Oggi, i prezzi delle merci vendute a Livigno sono esenti dall'Iva, mentre il carburante non viene gravato dalle accise, che come sappiamo incidono pesantemente sul prezzo finale della benzina e del gasolio. Per chi arriva da fuori, tuttavia, i vantaggi sono parziali, nel senso che si può usufruire di queste esenzioni soltanto per il tempo che si trascorre a Livigno, ma sono previsti limiti agli acquisti di beni e carburanti (il pieno in auto e altri dieci litri). E i controlli sono molto pressanti, visto che gli ingressi al territorio di Livigno sono delimitati da stazioni doganali. Chi sfora i limiti massimi imposti dalla legge per gli acquisti di abbigliamento, profumi oppure orologi, va incontro a multe molto salate. E dovrà versare anche l'Iva non pagata. ( g. d. )
