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L'unione sarda. Peste suina, basta indennizzi

Il commissiario straordinario Gilberto Murgia: sistema da cambiare

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La peste suina africana rischia di non essere debellata fino a quando saranno concessi gli indennizzi. Un paradosso, soprattutto se si pensa ai tanti allevatori che si ritrovano a fronteggiare da soli perdite e danni per una situazione più grande di loro. Eppure, la soluzione per sconfiggere definitivamente la malattia potrebbe arrivare con la concessione di premialità destinate al benessere degli animali.
La posizione del commissario straordinario per la peste suina, Gilberto Murgia, che tra l'altro è anche direttore generale dell'Ente foreste della Sardegna, si basa esattamente su questo ragionamento: «Fino a quando ci saranno gli indennizzi, la peste suina africana non verrà eradicata. Si dovrebbero invece dare agli allevatori di suini le stesse premialità che vengono date a chi alleva bovini, ovini e caprini». Si tratterebbe di un provvedimento da affiancare ai controlli sanitari e alle azioni di contrasto al pascolo brado clandestino, che potrebbe contribuire a debellare definitivamente un morbo presente nell'Isola da 35 anni. Secondo il commissario si dovrebbero riservare dei fondi per i Comuni che decidono di intraprendere nei loro territori la strada per regolarizzare i capi suini.
Sono questi i punti che Murgia ha esposto ieri nell'audizione in commissione regionale Agricoltura e Tutela dell'ambiente. «Nel 2011 a Lanusei, a causa della peste suina, erano stati abbattuti oltre 3 mila capi, e nel 2012 a Bottidda erano stati colpiti 1600 animali. Eppure - rimarca il commissario - si trattava di aziende certificate».
Si dovrebbe puntare su azioni di sensibilizzazione. «Tra il 2012 e quest'anno ci sono state 1240 aziende che hanno regolarizzato il possesso di suini. Sono convinto - sottolinea Murgia - che si debbano dare premialità per il benessere degli animali. La peste suina va affrontata dal punto di vista sanitario ma è anche un problema economico. Non dobbiamo dimenticare che ci sono stabilimenti in regola che hanno bisogno di commercializzare i suini e i prodotti suinicoli».
Intanto l'assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, convocherà nei prossimi giorni una riunione con Anci, Asl, organizzazioni agricole e tutte le parti interessate, per definire le nuove strategie, alla luce degli esiti preliminari dell'ispezione della Commissione europea che si è appena conclusa. Per conoscere le valutazioni finali della Commissione si dovrà invece aspettare la fine di aprile.
Eleonora Bullegas

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