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L'unione sarda. Il Governo sblocca 40 miliardi

Nell'Isola 360 milioni congelati nelle casse degli enti locali

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I ritardi nei pagamenti schiacciano l'edilizia sarda. Se il dato nazionale dei residui passivi ammonta a 19 miliardi di euro, nell'Isola le somme destinate al settore bloccate nelle casse degli enti locali sono pari a 360 milioni, di cui 240 si sarebbero potuti spendere senza sforare il Patto di stabilità. Il tempo medio di pagamento dei lavori pubblici per le imprese di costruzioni è di 239 giorni con punte di 24 mesi. A confermare la gravità della situazione sono i leader di Ance, Confapi, Cna e Confartigianato, che ieri hanno lanciato l'ennesimo allarme sui debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle aziende.
LO STANZIAMENTO Intanto, per tamponare l'emergenza, il governo nazionale prevede di sbloccare 20 miliardi nella seconda metà del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014. Sul fronte europeo, invece, Bruxelles - per voce del suo vicepresidente Ue Antonio Tajani - ha incalzato l'Italia: «Aspettiamo dal governo il piano per il pagamento dei debiti pregressi e le stime sul loro ammontare. I pagamenti degli arretrati possono essere fatti rapidamente senza violare il Patto di stabilità».
L'ALLARME Tornando in Sardegna, gli imprenditori ravvisano nel Patto di stabilità una delle cause principali dei ritardi assieme all'inefficienza pubblica. «Le risorse esistono, ma esiste anche l'incapacità di spenderle», ha attaccato il presidente di Ance Sardegna, Maurizio De Pascale. Nella geografia dei pagamenti bloccati, al primo posto c'è la Provincia di Cagliari con 136 milioni di euro pari al 38%, segue Sassari con 66 milioni (18%) e Carbonia Iglesias con 57 milioni (16%).
I FALLIMENTI Le imprese dell'Ance, Confapi, Cna e Confartigianato si rivolgono alla Regione: «Entro il 31 maggio effettui la regionalizzazione del patto di stabilità, con una conseguente ottimizzazione e compensazione delle risorse non spese. Se questo non viene fatto, nei prossimi mesi, i 2-3000 fallimenti delle imprese stimati nell'Isola diventeranno 10 mila», ha aggiunto De Pascale.
IL PATTO Nel frattempo, gli imprenditori sono pronti a sostenere le azioni della Giunta per una rivisitazione del Patto di stabilità. «Ma le soluzioni che chiediamo», ha affermato Luca Murgianu, presidente di Confartigianato, «sono da fare oggi, se non ieri». «Il Patto», ha spiegato Francesco Porcu, segretario della Cna, «opera più volte: quando si trasferiscono le somme agli enti locali, quando questi enti le ricevono e quando le spendono. Serve un emendamento alla Finanziaria per evitare questo conteggio ripetuto». Anche Valentina Meloni, numero uno dell'Aniem, ha confermato il sostegno all'azione della Regione, ma ha chiesto che allo stesso tempo «si abbassino le spese correnti».
Lanfranco Olivieri

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