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L'unione sarda. «Boccata d'ossigeno»: la provincia più povera aspetta l'ultima firma

SULCIS. Reazioni positive da sindacati e piccola impresa

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Una boccata d'ossigeno per le aziende già esistenti e un biglietto da visita molto invitante per attrarre nuovi investimenti: il Sulcis sarà la più vasta zona a esenzione fiscale in Italia, 23 Comuni e 7500 imprese potenzialmente beneficiarie. Un provvedimento accolto con favore dalle aziende e dalle organizzazioni sindacali, sempre in trincea a contare le croci industriali della provincia più povera d'Italia. «È senza dubbio una notizia positiva perché attiva una procedura di sgravi fiscali per le imprese già esistenti e messe in ginocchio da un crisi senza precedenti - commenta Francesco Lippi, presidente di Confapi Sardegna - e allo stesso tempo rende più attraente il Sulcis per i nuovi investitori. È ovvio che nello scegliere dove insediare una nuova iniziativa imprenditoriale, un territorio con questo tipo di esenzione fiscale ha una marcia in più. Le zone dove già si è sperimentata la fiscalità di vantaggio hanno registrato incrementi importanti di attività produttive e occasioni di lavoro».
Il decreto attuativo firmato dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera (deve ancora firmare il ministro dell'Economia Vittorio Grilli) apre le porte alla fiscalità di vantaggio: niente Irpef (per le imprese individuali), Ires, Irap e Imu per le aziende con non più di 50 dipendenti nei primi 5 anni, poi gli sgravi si ridurranno gradualmente, per le imprese che hanno sede in uno dei 23 comuni del Sulcis. «Per poter esprimere un giudizio più specifico bisognerà vedere il bando - sottolinea Lippi - e sarà importante capire quante risorse del Piano Sulcis saranno assegnate alla fiscalità di vantaggio. Ovvio che non sarà risolutivo di tutti i problemi delle aziende ma darà una mano».
CISL Anche le organizzazioni sindacali accolgono con soddisfazione il provvedimento. «La crisi è ormai insostenibile - dice Fabio Enne, segretario Cisl del Sulcis - ogni giorno silenziosamente tante aziende chiudono e il territorio si impoverisce. La fiscalità di vantaggio può essere una misura concreta per andare incontro alle imprese». L'esenzione fiscale per le piccole imprese è una proposta che già qualche anno fa figurava nelle piattaforme degli scioperi generali di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis.
CGIL «Ricordo che la formula della fiscalità di vantaggio la inserimmo già in uno sciopero del 2006, poi ancora nel 2009 e nel 2012 - dice Roberto Puddu, segretario provinciale della Cgil - ovvio che è positivo, tutto ciò che può aiutare in concreto la nostra economia è importante. Questa misura, in particolare, è stata rivendicata nei nostri stessi scioperi, quindi è positivo che si stia finalmente concretizzando».
UIL Ma i problemi del Sulcis sono tali e tanti che nessuno si illude di poter risolvere la crisi con un'unica formula. «Visto il momento drammatico che stiamo attraversando - osserva Mario Crò, segretario provinciale della Uil - tutto è utile e tutto aiuta, ovviamente non pensiamo che la fiscalità di vantaggio da sola possa risolvere i problemi del Sulcis, per cui sono necessarie soluzioni strutturali in grado di dare una sterzata vigorosa a questo trend negativo».
Antonella Pani

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