Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Cultura in cassa integrazione

Ilisso, i 20 dipendenti fermi (a turno) per tre settimane

Condividi su:

La crisi investe come un ciclone anche la cultura. E in questo campo fa una vittima prestigiosa. La Ilisso, un'istituzione nel panorama editoriale dell'isola, azienda nota anche in campo internazionale, dal 1 aprile metterà tutti i dipendenti (venti) in cassa integrazione. Per loro una sorpresa amarissima nell'uovo di Pasqua.
L'ANNUNCIO Ai lavoratori la notizia è arrivata martedì mattina, con l'effetto di una autentica mazzata. La hanno comunicata direttamente gli amministratori dell'azienda, Sebastiano Congiu e Vanna Fois, gli stessi che ventotto anni fa avevano fondato la Ilisso, nel corso dell'incontro fra azienda e dipendenti che si è svolto nella sede storica di via Guerrazzi, a Nuoro. Il meccanismo che regolerà l'ammortizzatore sociale sarà quello della rotazione. Soluzione che, secondo indiscrezioni, potrebbe incontrare l'opposizione compatta dei dipendenti, decisi piuttosto a portare avanti la formula “o tutti o nessuno”. I venti impiegati, infatti, temono che la rotazione possa essere l'anticamera del licenziamento. A tranquillizzare gli animi ci pensa Salvatore Pinna, segretario territoriale della Cgil, il quale ha avocato a sé la vertenza: «Attenzione», precisa il sindacalista, «stiamo parlando di una cassa integrazione ordinaria, per 13 settimane, poi i lavoratori torneranno al proprio posto. Perché, fermo restando che siamo in un periodo storico di grande difficoltà per tutti, la Ilisso ci risulta sia una realtà ancora solida. Il ricorso alla cassa integrazione in questo caso è motivato dal fatto che i titolari hanno in cantiere importanti progetti di rilancio sul mercato, nuovi rami d'azienda nei quali rimettersi in gioco. Il 2 aprile spiegheremo bene i dettagli».
REAZIONI «È l'ennesimo colpo al settore della cultura e suscita in me profondo sgomento», dice Vannina Mulas, commissario della biblioteca Sebastiano Satta. Ferma restando la cautela d'obbligo («non conosco li risvolti della vicenda»), Mulas vede le difficoltà della Ilisso come un pericoloso segnale di arretramento. «L'Atene sarda», osserva, «si sta sgretolando piano piano, regge solo grazie al fatto che esistono dei saperi e delle qualità, una produzione intellettuale di livello. Esprimo grande solidarietà dei lavoratori».
Francesca Gungui

Condividi su:

Seguici su Facebook