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L'unione sarda. Edilizia, la rabbia dei professionisti

Progetti e cantieri bloccati da norme poco chiare e dall'eccessiva burocrazia

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L'incertezza sulle normative in campo urbanistico, edilizio e paesaggistico, l'eccesso di burocrazia nei procedimenti creano innumerevoli problemi ai professionisti del settore: veri e propri ostacoli con ripercussioni pesanti anche sul piano economico. Direttive esplicative che più che facilitare complicano, pareri di enti diversi spesso discordanti tra di loro, non ultimo il timore di incorrere in guai giudiziari, frenano e rallentano le procedure, bloccano progetti e cantieri.
CONFRONTO Per questo il Collegio dei geometri della Provincia di Cagliari, presieduto da Maurilio Piredda, ha promosso un confronto con i rappresentanti di ordini e associazioni di categoria. Hanno aderito ingegneri, periti agrari e industriali, geologi, edili costruttori, rappresentanti dell'Ance e della Cna. Diversi i problemi emersi: all'eccesso e all'ambiguità della burocrazia che frena il lavoro dei tecnici evidenziato da Piredda si aggiungono i ritardi nella riscossione dei crediti delle pubbliche amministrazioni, questione sollevata da Mauro Tidu, segretario Aniem Confapi, (piccoli e medi imprenditori dell'edilizia).
«A complicare le cose alle imprese si aggiungono le difficoltà di accesso al credito», evidenzia Pietro Paolo Spada, segretario interprovinciale Confartigianato Cagliari e coordinatore della Cassa artigiana dell'edilizia. L'elenco continua se ci si sposta nel campo delle autorizzazioni per i cantieri e si complica se si pensa, come evidenzia Spada, che non esiste una pubblica amministrazione ma tante. «Vogliamo chiarezza sulle norme», avverte Piredda, sulla stessa scia Salvatore Todde, segretario dell'Ordine degli Ingegneri di Cagliari.
OBIETTIVO All'incontro era presente anche Umberto Oppus (direttore Anci Sardegna) che ha evidenziato l'impegno dell'Anci contro i freni del Patto di stabilità. Hanno preso parte alla tavola rotonda anche Gloria Loi (Bic Sardegna) e Delfina Spiga coordinatrice regionale degli Sportelli unici per le attività produttive. Spiga ha dato la disponibilità, per quanto di sua competenza, a proseguire il dialogo con le parti per trovare soluzioni condivise. Dialogo che dovrà per forza coinvolgere sempre più gli enti pubblici e soprattutto la parte politica che spesso non aiuta a semplificare. Il prossimo passo sarà dunque quello di creare, in tempi brevissimi, dei gruppi di lavoro all'interno dei singoli ordini, collegi e associazioni, per arrivare a un documento comune di proposte.
Carla Etzo

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