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L'unione sarda. «Così il bimbo venne travolto dalla moto»

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Aveva travolto con la moto e ucciso un bimbo di soli 4 anni, quel tragico 6 giugno del 2010. Ieri battute finali del processo a carico di Antonello Pittalis, 37 anni, di Orotelli, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte del piccolo Francesco Pira. A ricostruire i fatti davanti al giudice monocratico del tribunale di Nuoro Mariano Arca, la drammatica testimonianza dello zio del bambino, Giuseppe De Rosa, visibilmente turbato nel riportare alla memoria le circostanze della tragedia.
LA TRAGEDIA «Ci trovavamo in corso Vittorio Emanuele a Orotelli - ha ricordato l'uomo, appuntato scelto della stazione dei carabinieri di Bono - nella seconda giornata di festeggiamenti per il matrimonio del nostro amico Antonello Patteri. Ero davanti al camerone dove stavano allestendo, insieme a Patteri e un altro nostro compagno, Nino Zoroddu. Intorno alle 12,45 è arrivato Andrea Pira, mio cognato, il babbo di Francesco, che teneva per mano il figlioletto dopo esser sceso dall'auto che aveva parcheggiato a circa 20 metri da noi, dove era rimasto il resto della famiglia. All'improvviso è arrivata una moto, ha investito Francesco che è caduto, e ha proseguito la corsa per qualche metro. Non so se abbia frenato, di certo ha sbattuto e lì si è fermato. Quando si è rialzato Pittalis urlava, poi se n'è andato. Abbiamo chiamato il 118 e nel frattempo è arrivata la guardia medica che Patteri era andato a cercare».
L'IMPUTATO Presente ieri in aula anche l'imputato, difeso dall'avvocato Gian Maria Uda. Il piccolo era morto per un trauma addominale. Ai primi soccorritori, che nonostante l'intervento tempestivo non erano riusciti a scongiurarne il decesso, erano apparsi visibili i segni dei pneumatici sul corpicino. Secondo teste sentito ieri Antonello Patteri: «Entravo e uscivo dal locale dove stavamo preparando - ha riferito -. Per tutta la mattina avevamo sentito rombi di motociclette. Pittalis è arrivato dalla direzione della ex strada per Ottana, si è creata confusione, quando ho visto Francesco per terra ho capito». Prossima udienza, il primo luglio.
Francesca Gungui

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