Ora che è un po' dimagrita, dovrebbe andare più veloce: la Finanziaria inizia stamattina la corsa verso l'approvazione nella commissione Bilancio del Consiglio regionale, e dopo il vertice di domenica la maggioranza spera di aver eliminato ciò che ancora la rallentava. Pietrino Fois (Riformatori), presidente della commissione, prenota per tutta la settimana l'agenda dei colleghi: «Lavoreremo con riunioni non stop, per cercare di dare il primo via libera entro venerdì. Oppure, se servisse ad accelerare i tempi, non sarebbe uno scandalo riunirsi anche sabato».
Tappe forzate, insomma. Del resto anche quest'anno c'è un ritardo da recuperare, la manovra si doveva approvare in teoria entro il 31 dicembre. Il vertice di due giorni fa ha alleggerito il testo di alcune norme «particolaristiche» e soprattutto ha eliminato la contestata tabella F, che rendeva aleatori i 1.200 milioni di spese in più, compresa la gran parte dei fondi per Comuni e Province. La ritrovata intesa tra Pdl e alleati dovrebbe consentire di andare avanti rapidamente.
Oggi alle 10 l'assessore alla Programmazione Alessandra Zedda illustrerà alla commissione il riordino della Finanziaria concordato con la maggioranza, gli emendamenti predisposti dalla Giunta (specie quello sul patto di stabilità) e anche le ipotesi di disegni di legge collegati alla manovra. «Poi inizierà la discussione generale», prevede Fois: «La interromperemo solo mercoledì mattina per le audizioni dei rettori degli atenei e dei Confidi. Con questi ultimi speriamo di mandare un messaggio al sistema delle banche, perché dia una mano alle imprese in questa fase terribile».
Stasera poi la maggioranza proseguirà il confronto sulle tabelle del bilancio. Ma dall'opposizione l'ex Idv Adriano Salis non crede che la riunione di domenica abbia davvero risolto i problemi nello schieramento che sostiene Ugo Cappellacci: «Presidente e assessore devono nascondere l'imbarazzo per la figuraccia rimediata con il ritiro della prima versione della “Finanziaria dei miracoli”, ma parlare ora di manovra equilibrata è veramente troppo. Della nuova manovra - continua Salis - si conosce solo il repentino dietrofront con la cancellazione della tabella F». Replica il capogruppo Pdl Pietro Pittalis, chiedendo «responsabilità, e non demagogia a buon mercato: sul patto di stabilità non possono esserci distinzioni derivanti dalle appartenenze partitiche».
