Si è allontanato dalla sua casa di Pirri, ieri pomeriggio, tra le quattro e mezzo e le cinque. Da allora non ha più fatto ritorno. A lanciare l'allarme sono stati i suoi genitori, assenti per lavoro, dopo aver chiesto informazioni, sull'assenza del figlio, Gabriele Usai di 12 anni, al fratello maggiore di sedici che ha trascorso il primo pomeriggio col ragazzino. Fino alle sedici e trenta, quando si è appisolato per una trentina di minuti. Proprio in quell'arco di tempo Gabriele sarebbe uscito chiudendosi alle spalle il portoncino per sparire nel nulla. La prima ipotesi era quella che fosse andato, come spesso faceva, a gironzolare tra i negozi del centro commerciale Auchan, distante da casa non più di quattrocento, cinquecento metri. Una passeggiata che per lui era una routine ma che si concludeva in pochissimo tempo. Ieri l'assenza è durata più del previsto. Preoccupante, angosciante.
I GENITORI Sono stati i suoi genitori, allarmati per un'assenza inspiegabile e un comportamento che mai il loro figliolo aveva messo in atto, a chiedere aiuto ai carabinieri, alla protezione civile. A Pirri sono così arrivate le pattuglie dell'Arma di Cagliari e Quartu, i vigili del fuoco, i volontari del Soccorso alpino e i tantissimi volontari. Ma a tarda sera le ricerche non avevano dato gli esisti sperati.
«Gabriele è un ragazzo tranquillo, non ha mai fatto colpi di testa. Non riesco a spiegarmi cosa possa essere accaduto, dove sia andato», racconta la madre Valentina Mossa, che da subito, in auto, ha perlustrato le strade, le piazze, tutti i luoghi che suo figlio frequentava. «C'è un fatto che non riesco a spiegarmi, che forse potrebbe avere una relazione con la sua scomparsa. Ieri mattina, quando mi sono svegliata, ho trovato Gabriele steso nel bagno di servizio. Per terra. Gli ho chiesto perché non fosse nella sua camera, nel suo letto, che tra l'altro era ancora caldo. Si è appisolato, non ha saputo spiegarmelo. Ora ci ripenso a quell'episodio, e se Gabriele si fosse perso?».
IL DOLORE Il dolore è forte. Tagliente. E mentre Valentina Mossa cerca di dare quante più informazioni possibili ai carabinieri, ai vigili, ai soccorritori, il marito e padre del suo bambino scomparso, Fabrizio Usai, combatte insieme alle squadre della protezione civile e ai carabinieri del comando provinciale per riuscire a rintracciare, ritrovare e riabbracciare il ragazzo.
Il centro commerciale è stato ispezionato in ogni angolo. Sin dentro le celle e nelle sale macchina. Il “segugio” americano Pluto, guidato dal suo addestratore Andrea Floris, ripetutamente ha portato i soccorritori verso la città mercato, verso i parcheggi dei piani superiori. E più volte ha graffiato con le zampe le porte che danno verso gli uffici. Ma all'interno solo silenzio. Solo il vuoto. Di Gabriele nessuna traccia.
Così si è deciso di allargare l'area delle indagini verso il canale di Mammarranca , nelle immediate vicinanze della clinica veterinaria San Giuseppe e intorno alla piscina. Una zona dove Gabriele diverse volte era andato insieme a suo padre, dove spesso avevano passeggiato.
Nulla è stato lasciato al caso. Anche il centro commerciale Le Vele è stato visitato dalle pattuglie dei carabinieri. «Sì, ci siamo andati qualche volta insieme, ma non credo che Gabriele si sia allontanato volontariamente così tanto, non l'ha mai fatto, non è un ragazzo che fa qualcosa di anormale, di strano per la sua età. È un ragazzino tranquillo e forse, ora, è proprio questo che mi allarma, che mi spaventa. In questo momento probabilmente preferirei che fosse un po' più birichino, che in altre occasioni si fosse allontanato. Paradossalmente mi sentirei più tranquilla, e invece adesso ho paura», ripete Valentina Mossa mentre guarda la foto del suo ragazzo. «Non dimostra neppure i suoi dodici anni, è piccolo di statura, mingherlino e ha un viso da bambino. Ieri, credo, indossava un paio di jeans e un giubbetto rosso. Almeno credo visto che la felpa non era in casa».
In effetti un ragazzino vestito in questo modo è stato visto all'Auchan di Pirri verso le cinque. Qualcuno l'ha raccontato ai carabinieri, ai soccorritori. Era vicino all'edicola di fumetti e anche questo racconta di un'abitudine di Gabriele. «Lo faceva spesso», dice il fratello, «era un vero appassionato».
Andrea Piras
