Credito col contagocce in Sardegna. Anche nei primi tre mesi del 2013, l'accesso ai prestiti continua a rappresentare un calvario per le imprese isolane. Secondo i dati di Unioncamere, emersi in un convegno organizzato ieri da Sardafidi a Cagliari, il calo dei finanziamenti erogati è del 5,2%. «La Sardegna», conferma Enrico Gaia, presidente di Sardafidi, «è penultima in Italia. Peggio di noi ha fatto solo il Molise con un -5,5%». Il dato più allarmante si trova nel confronto con la media nazionale, che segna una flessione del 2,5%.
LE BANCHE Insomma, le aziende sarde faticano a trovare liquidità ma anche la fiducia da parte delle banche. Frederik Geertman, numero uno per il centro Italia di Unicredit, non è d'accordo: «Ci sono eccezioni. La nostra banca è sempre al fianco delle imprese, soprattutto in questo momento di difficoltà economica. Ovviamente, non possiamo fare a meno di essere prudenti e valutare attentamente il rischio di un'operazione». Geertman è ottimista. Ma a una, anzi, due condizioni: «Le aziende devono cercare di uscire dai mercati nazionali, dove i consumi sono oggi limitati. In altre parole, chi ha il prodotto adatto deve esportare». E non solo. «L'altra carta da giocare è quella dell'innovazione di prodotto e di processo», aggiunge il numero uno per il centro Italia di Unicredit. In entrambi i casi, però, servono risorse. E con il credito che non arriva per un'impresa diventa difficile, se non impossibile, ragionare di investimenti. «Unicredit», prosegue Geertman, «è a fianco delle aziende che vogliono esportare e innovare. Abbiamo una rete internazionale di filiali ben radicata e prodotti finanziari specifici per chi vuole dare una nuova spinta alla propria attività ».
I CONFIDI Nel rilancio dell'economia isolana, giocano un ruolo chiave anche i consorzi fidi, società che hanno il compito di fornire garanzie alle banche nel momento dell'accesso al credito. «In questi anni, i confidi», spiega Gaia, «hanno fatto da ammortizzatore sociale per le aziende, proprio perché sono riusciti a mitigare il razionamento dei prestiti nei momenti più acuti della crisi: una sorta di cuscino finanziario tra le banche e le imprese». Ora però è necessario uno sforzo maggiore. Oltre la metà dei confidi italiani ha chiuso i bilanci in perdita. E molti di loro sono ancora caratterizzati da una frammentazione eccessiva. In Sardegna si contano 25 confidi, ma di questi solo tre hanno i requisiti e quindi la solidità di un intermediario vigilato da Bankitalia. Si tratta di Finsardegna, espressione della Cna, Sardafidi, di Confapi, e Confidi, appartenente alla Confindustria.
LA REGIONE C'è di più. Il fondo di garanzia regionale, fondamentale per rendere efficaci i confidi, non è stato ancora rifinanziato. «Questo è un tema molto sentito», conclude Gaia. «Tuttavia, abbiamo avuto rassicurazioni: il rifinanziamento dei confidi e la loro patrimonializzazione sono già al centro di un tavolo aperto con l'assessorato regionale dell'Industria».
Lanfranco Olivieri
