Dal nostro inviato
Andrea Artizzu
SANLURI L'emozione, la paura, il senso di impotenza di fronte a una cartella esattoriale, una discussione animata. Biagio Mancosu, 57 anni, operaio comunale di Villasor, è morto in pochi minuti nella sede Equitalia di Sanluri. Arresto cardiocircolatorio, scriverà il medico legale nel referto che autorizza il seppellimento. Un infarto che ha colpito l'uomo subito dopo che un impiegato dell'ente di riscossione gli aveva comunicato un debito da 1600 euro. Una somma non elevata, ma sufficiente per far scatenare forti turbamenti.
LA MORTE IN DIRETTA Per Mancosu ieri è il primo dei tre giorni di ferie. Ha da sbrigare commissioni, per questo prima delle 10 parcheggia la sua auto nelle stradine interne di Sanluri. Raggiunge a piedi l'edificio di via Carlo Felice 272, che ospita anche la Banca di Sassari, e sale le due rampe di scale che portano agli uffici. L'elettricista è sovrappeso e, a sentire i familiari, cardiopatico. Arriva il suo turno e si accomoda di fronte all'impiegato. Passano pochi minuti ed ecco la tragedia. Biagio Mancosu cade sul pavimento, respira a fatica. Il dipendente di Equitalia capisce la gravità della situazione e urla per richiamare l'attenzione. In meno di cinque minuti arrivano medici e infermieri del 118. Si dannano l'anima per tentare di tenere in vita l'elettricista. Usano il defibrillatore e i massaggi cardiaci, ma niente. Dopo 20 minuti di tentativi disperati sono costretti ad arrendersi.
LA DISPERAZIONE Da Villasor arrivano la moglie e i cognati dell'operaio. «Non avevamo alcun problema economico e tanto meno con Equitalia», dice tra le lacrime la moglie. «Biagio aveva problemi di cuore, ma non certo di soldi», afferma un cognato mentre aspetta il carro funebre. «Lavorava al Comune, aveva uno stipendio che gli permetteva una vita serena. Poco tempo fa ha avuto un lutto in famiglia che lo ha segnato».
LA TESTIMONIANZA Gianfranco Vargiu, 66 anni, pensionato di Sanluri, ha assistito alla tragedia. «Stavo pagando la rata di una cartella esattoriale quando ho sentito un botto, forte e sordo. Nello stesso tempo, a due sportelli di distanza, un impiegato sconvolto implorava di aiutarlo: presto, venite, c'è un uomo per terra, sta male . Mi sono precipitato per cercare di far qualcosa», continua Vargiu. «Lo abbiamo messo supino, in attesa dei soccorsi». In via Carlo Felice sono arrivate due ambulanze. «Purtroppo non c'è stato niente da fare». Anche Luigetto Usai, di Sanluri, ha assistito alla tragedia. «Stavo entrando, quando ho visto le ambulanze. Ho capito subito cos'era successo. Viviamo sotto la dittatura di Equitalia, così non si può più andare avanti», dice mentre con un'orchidea gialla in mano aspetta la bara.
EQUITALIA Michele Giardino è il portavoce di Equitalia. «Non abbiamo alcuna responsabilità , non c'entra la disperazione di chi non sa come onorare i debiti. Mancosu è venuto da noi per chiedere informazioni su un contratto d'affitto. Su sua richiesta, abbiamo individuato una cartella da 1600 euro. Non aveva pendenze, solleciti o atti di pignoramento in corso».
