«Paura? No, non ne ho avuto. Il mio è stato un gesto istintivo, quando ho visto che quello là - il rapinatore ndr - si attaccava alla persona che mi accompagnava non ci ho pensato due volte, ho raccolto la pistola giocatolo che era caduta a terra e glie l'ho data in testa. Mi raccomando se arriva in ospedale qualcuno con un forte trauma cranico è lui, ditelo». Due ore dopo aver messo in fuga il rapinatore dopo una colluttazione davanti alla cassa continua della banca dove aveva versato l'incasso, Antonello Spena, dalla barella del pronto soccorso dell'ospedale San Francesco di Nuoro, racconta quegli attimi in cui, insieme al magazziniere, è stato aggredito da un rapinatore solitario.Pochi istanti durante i quali non ha avuto molto tempo per pensare.
La sua reazione è scattata solo quando il bandito ha messo in pericolo il suo collaboratore, in quel momento l'imprenditore, che finora non aveva mai subito una rapina, ha deciso di reagire. Un gesto più figlio dell'istinto che della ragione ma che ha spiazzato evidentemente anche il rapinatore che ha perso l'arma.
«Era un ragazzo di una trentina di anni, non credo aspettasse proprio noi - dice Spena - anche perché non vado mai alla stessa ora e mi faccio sempre accompagnare da qualcuno. Credo che fosse là ad aspettare il primo cliente che si avvicinava al bancomat, siamo capitati noi, ma ci sono le telecamere no? Gli avranno fatto la foto». Le precauzioni utilizzate però non hanno evitato a Spena di essere preso di mira. L'adrenalina ha cancellato la paura risvegliando lo spirito di sopravvivenza, il forte mal di testa e un naso tumefatto sono il ricordo che gli ha lasciato il rapinatore.
Fabio Ledda
