La nuova legge elettorale regionale deve prevedere la doppia preferenza di genere. A chiederlo, con grande unità di intenti, sono le donne del Coordinamento per la democrazia paritaria e partecipata. Ieri mattina, sotto il palazzo del Consiglio regionale, è stato illustrato il documento che, martedì prossimo, verrà consegnato ai consiglieri regionali. Un appello in cui si richiede il voto palese e nel quale si pone la questione delle modifiche costituzionali, che dettano i principi sulla parità di genere. A supportare la campagna per la parità ci sono le firme di numerosi testimonial, impegnati in «una battaglia di civiltà non più eludibile», hanno sottolineato le esponenti del coordinamento.
FRONTE UNICO Sono arrivate da tutta l'isola per dare risalto all'urgenza di un provvedimento che accomuna, per la prima volta e all'interno di un'unica sigla, donne provenienti da contesti diversi. Un movimento trasversale formato da esponenti del mondo politico, di entrambi gli schieramenti, e da rappresentanti dell'associazionismo, impegnate nell'obiettivo comune di garantire «non una corsia preferenziale ma una posizione di partenza che sia paritaria», hanno evidenziato le donne del comitato. «Siamo davanti a una democrazia imperfetta», ha spiegato Elena Burrai, presidente Fidapa, «l'elettorato femminile è il 53% della società ma, a fronte di questo, le donne elette sono sempre poche». Anna Maria Busia, dell'associazione Cambialamente, ha ribadito «i profili di incostituzionalità , qualora la legge non rispettasse la sentenza della Corte costituzionale che evidenzia la grande disparità di genere».
CAMBIO DI ROTTA Nelle parole delle rappresentanti del comitato si percepisce il carattere d'urgenza di un cambiamento che «valorizzi il lavoro delle donne», ha detto Franca Mandis. La neo europarlamentare del Pd Francesca Barracciu ha sottolineato che «grazie al lavoro di tante donne la questione è diventata cruciale. La battuta d'arresto sulla discussione significa che c'è la speranza». Rita Corda, consigliere provinciale del Pd, ha chiesto al Consiglio regionale di «rispettare la legge costituzionale e garantire la rappresentanza femminile».
Martedì prossimo una delegazione consegnerà ufficialmente l'appello ai consiglieri regionali: una sorta di ultima chiamata in modo che «le tante richieste non rimangano sempre nei cassetti», ha concluso Ornella Loi Frongia.
Matteo Sau
