Erba, lana di pecora, acqua, stoffa e terriccio. Reperti raccolti dagli agenti del nucleo investigativo della Forestale nei giorni in cui veniva disposto il sequestro cautelativo delle aziende agricole nella piana tra Ottana e Noragugume investite dalla nube nera. Ora i campioni saranno esaminati da uno dei più importanti esperti in materia di inquinamento ambientale. E proprio in vista di un accertamento tecnico irripetibile, ieri mattina il sostituto della Procura di Nuoro Andrea Vacca - che coordina l'indagine - ha nominato consulente tecnico Roberto Monguzzi, il chimico che, tra l'altro, si è occupato delle emissioni inquinanti dello stabilimento Ilva di Taranto.
LE PERIZIE Una nomina che precede gli accertamenti tecnici irripetibili, e per questo in Tribunale erano presenti anche i legali degli allevatori (parti offese assieme al Comune di Noragugume e al Comune di Ottana che, però, non hanno inviato nessuno) e i difensori dei due indagati. Paolo Clivati, amministratore della centrale elettrica, e Mario Tatti, caporeparto, sono stati infatti iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di getto pericoloso di cose (riguardo gas e fumi) e per la presunta violazione della normativa in materia di tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera. Violazioni, queste ultime, ipotizzate anche come responsabilità dell'ente, ovvero di Ottana Energia. Nessuna accusa di disastro ambientale. Prudenza, è il mantra della Procura che, a questo punto delle indagini, affida i campioni di polvere nera a uno dei più importanti chimici italiani.
I SOPRALLUOGHI È invece al lavoro fin dall'avvio dell'inchiesta, sempre come consulente della Procura, l'ingegnere Paolo Pirisi che ha affiancato gli inquirenti durante i sopralluoghi nella centrale elettrica e li aiuta a inquadrare il meccanismo che genera la produzione di vapore. È nello stabilimento di Ottana Energia che si sono concentrate le indagini. Veniva da lì il boato che la notte di domenica 14 aprile ha investito il paese. Nella centrale elettrica, come è stato spiegato dopo agli inquirenti, era entrata in funzione la valvola di sicurezza di una caldaia. Lunedì 15 aprile alcuni allevatori di Ottana e Noragugume arrivati nell'ovile all'alba per la mungitura, trovarono le pecore col manto coperto di una polvere nera e oleosa. Nero pure il paesaggio tutt'attorno. Subito la denuncia ai carabinieri, mentre in paese tutti ricollegarono il mistero della nube nera al boato udito domenica notte.
TREGUA PER I PASTORI A venti giorni dall'inizio di questa storia - con la Procura che avvia le analisi di parte e lo stesso hanno fatto gli allevatori - si è tutti in attesa del referto dei test dell'Arpas (che finora ha riscontrato tracce di idrocarburi sottolineando che si tratta di «risultati molto parziali), mentre giovedì scorso è arrivato il risultato degli esami sul latte effettuati dallo Zooprofilattico: «residui chimici ben al di sotto dei limiti di legge». Ieri, dopo la revoca dell'ordinanza di sequestro delle aziende agricole (i sigilli erano stati apposti il 18 aprile), i pastori hanno potuto conferire il latte. Una tregua per i pastori, mentre cresce lo sconforto dei dipendenti della centrale elettrica. Qui lavorano 250 operai; decine i giovani, età media 28 anni.
«SIAMO SERENI» «Spero venga chiarita presto la totale estraneità di Ottana Energia», dice Paolo Clivati. E Mario Tatti, 63 anni, caporeparto, conduttore di caldaia a vapore con quarant'anni di esperienza, aggiunge: «Abbiamo sempre collaborato con gli inquirenti. Noi siamo sereni, la verità va accertata». Dispiace, però, sottolinea Clivati, «che fin dall'inizio si sia guardato solo alla centrale. Comunque sia, dopo i risultati arrivati dallo Zooprofilattico finalmente i pastori possono tirare un sospiro di sollievo. Noi aspettiamo. Abbiamo collaborato e continueremo a collaborare». Intanto ieri pomeriggio è arrivata la replica dello Zooprofilattico ai legali di due allevatori, gli avvocati Maria Assunta Argiolas e Giacomo Baralla, che giovedì hanno protestato nella sede dell'Istituto perché volevano una copia dei risultati degli esami. «I proprietari dei rapporti di prova - è la nota dello Zooprofilattico di Sassari - sono solo i committenti accreditati: in questo caso la Asl di Nuoro. Pertanto non è possibile, per legge, consegnare copia dei referti ai legali di parte».
Piera Serusi
