L'avanzata della disoccupazione non si fermerà neppure il prossimo anno. I senza lavoro continueranno ad aumentare anche se il Prodotto interno lordo riprenderà a crescere. La quota di chi è in cerca di un posto arriverà così all'11,9% quest'anno e al 12,3% nel 2014. Insomma sul fronte lavoro la crisi domina e ad oggi non si vede nessuna luce in fondo al tunnel. A certificarlo è l'Istat, che rivede anche in forte peggioramento la stima sul Pil per il 2013, portando la caduta all'1,4%. Il 2014 segnerà un'inversione di tendenza, ma la crescita non andrà oltre lo 0,7%.
DATI CIG Intanto vola il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, con 100 milioni di ore ad aprile secondo i dati Inps, +3,1% in un mese, +16,05 rispetto a un anno prima. Ed è quasi raddoppiata la cig straordinaria in un anno: 57,5 milioni di ore, +92,2%, mentre crolla la cig in deroga, -65,7% rispetto a marzo, -76,5% rispetto ad aprile 2012. Sulla copertura della cig in deroga «siamo al lavoro per trovare il modo di fronteggiare l'emergenza», ha garantito il neoministro del lavoro Enrico Giovannini. Intanto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria aumenta «senza freni», avverte la Cgil, con «una continua crescita che, senza adeguati e urgenti contromisure, ci porterà a sforare quota un miliardo di ore anche per il 2013».
RECESSIONE Di certo il 2013 sarà un anno nero per l'intera economia italiana. La recessione proseguirà , pur se con minore intensità , fino al terzo trimestre, raggiungendo una durata di due anni. Meglio andrà nel 2014, ma, come precisa l'Istituto, la crescita sarà «moderata», niente exploit. E il dato della disoccupazione al 12,3% indicato dall'Istat sarebbe il tasso di gran lunga più alto dal 1977, inizio delle serie storiche.
CONSUMI Nel 2014 quindi alla disoccupazione record si accompagnerebbe un Pil positivo, una contraddizione solo apparente. Infatti il mercato del lavoro risponde con ritardo ai segni più del Pil. Ma non solo. La mancanza di lavoro si ripercuote anche sui redditi e sulla capacità di spesa delle famiglie, con il conseguente calo dei consumi che sarà nel 2013 pari all'1,6%. Il prossimo anno ricomparirà il segno più, ma l'aumento sarà appena dello 0,4%, inferiore anche alla crescita del Pil. Un aiuto potrebbe arrivare dal pagamento dei debiti della PA alle imprese.
FISCO Non va meglio sul fronte fiscale: le entrate tributarie nel primo trimestre 2013 ammontano a 87.756 milioni di euro con una lieve flessione dello 0,3% (-223 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
