«Siamo andati per vedere cose belle come i murales, non eravamo mai stati a Orgosolo. Ma non ci torneremo più. Dodici ragazzi sbronzi ci hanno rovinato la giornata». Ha una voce gentile ma decisa nel denunciare la sua brutta avventura, condivisa dal marito, dal figlio, da due coppie di amici. Una comitiva arrivata dal Cagliaritano nella mattinata del primo maggio per scoprire con gli occhi bellezze e suggestioni di Orgosolo s'è ritrovata protagonista e testimone di una successione di aggressioni senza senso, impensabili e incomprensibili, ma insidiose perché macchiano la sacralità dell'accoglienza tanto cara alla comunità . La donna pone una sola condizione per la sua denuncia: non riportare il nome. «Ho incontrato gente cattiva», spiega.
L'AGGRESSIONE In quel percorso di cultura e protesta, impressa sui muri colorati di corso Repubblica e delle viuzze nascoste del centro storico, il gruppo cagliaritano ha trovato infatti la faccia peggiore di un paese che professa l'ospitalità , benedice il turismo, offre il fascino di tradizioni irresistibili ma si ritrova a fare i conti con ragazzini spavaldi che derubano i visitatori o li cacciano via senza spillare soldi come è successo alla comitiva sarda messa in fuga da una banda di 12 giovanissimi, più o meno diciottenni, ubriachi e aggressivi oltre ogni decenza. La brutta avventura ha preceduto di due giorni quella capitata venerdì scorso a una coppia di turisti francesi, derubata di settanta euro da quattro adolescenti mascherati e armati di pistola giocattolo e coltelli a serramanico. Nel giugno scorso è andata allo stesso modo a due turiste francesi, rapinate dei denari che avevano: 15 euro.
IL BERRETTO «Avevo il desiderio di vedere Orgosolo per i suoi murales e per la sua ospitalità . Il primo maggio ho avuto la possibilità di visitare il paese, ma è stata la prima e sarà anche l'ultima volta». Cosa è successo? «Mio marito, mio figlio e un amico hanno comprato il berretto sardo di velluto che desideravano. Passeggiavamo tranquilli ammirando i murales quando siamo stati aggrediti da una banda di dodici ragazzi. Uno, sui 18 anni, ha strappato il cappello a mio figlio, lo ha insultato e provocato. Erano le 10,30 ma era completamente ubriaco. Meno male che mio figlio non ha reagito, è rimasto calmo fino a che uno del gruppo, che era sobrio, gli ha restituito il cappello». La sequenza è articolata perché la disavventura è solo all'inizio.
SECONDA AGGRESSIONE «A quel punto un altro ragazzo, sempre ubriaco, ha preso il berretto di mio marito, lo ha insultato in sardo, gli ha detto che non eravamo nel nostro paese. Mantenendo sempre la calma, mio marito ha deciso di andarsene lasciando il cappello al bullo. Allora questo, vedendo che ci stavamo arrendendo, si è arrabbiato e un suo amico ci ha restituito il cappello. È un miracolo che nessuno di noi abbia perso la calma, altrimenti non so come sarebbe andata a finire».
ANZIANI TEDESCHI La voce della donna si ferma per un attimo. Poi riprende: «Stavamo andando via quando abbiamo visto gli stessi ragazzi aggredire una coppia di turisti stranieri. Addirittura hanno messo le mani addosso alla signora, che era anziana, forse settantenne, in modo lascivo. I due turisti sono scappati velocemente». Si è rivolta alle forze dell'ordine? «In giro non ho visto un poliziotto, un carabiniere, un vigile urbano. Abbiamo solo pensato di andarcene. Cos'altro potevamo fare? Eravamo in sette e loro in dodici. E proprio mentre stavamo andando via altri due bulli hanno cercato di sollevare contro di noi un paletto».
SICUREZZA «Voglio raccontare la mia indignazione perché non è pensabile che per vedere una cosa bella devo arrivare a temere per la mia vita. Di sicuro servono più controlli. Penso che il paese risentirà molto di questi atti incivili che rimangono impuniti. Io di certo, come i miei amici, non parlerò bene di Orgosolo e non lo faranno neanche i turisti stranieri. La nostra giornata di divertimento se ne è andata in fumo e siamo rimasti delusi e disgustati da un simile comportamento. Dopo la fuga da Orgosolo quel giorno siamo rimasti nel Nuorese, ma la giornata era ormai rovinata». La voce della donna si ferma. Resta la brutta sequenza di fatti e parole e quel manipolo di ragazzi terribili che tratta male gli ospiti e offende la sua comunità .
Marilena Orunesu
