Oltre 55mila arrivi in meno nella sola provincia di Sassari e 183mila presenze perse soltanto nel 2012. Che diventano quasi 70mila in meno per quanto riguarda gli arrivi e 339mila presenze perse nel confronto tra il 2008 e il 2012. Il quadro del turismo nel Nord Sardegna nell'ultimo anno è a tinte fosche, il peggiore dal 2005 a oggi. L'Osservatorio del turismo di Alghero, nato da una costola della facoltà di Architettura della cittadina catalana, è stato impietoso nel suo annuale report sull'andamento del settore. Sembra quasi che il nostro territorio non sia più attrattivo rispetto al passato. Eppure le spiagge sono sempre le stesse, così come non mancano gli alberghi di qualità . E allora?
I TRASPORTI La differenza sembra che la facciano i trasporti. L'analisi fatta dall'Osservatorio algherese mette in evidenza una forbice che si riduce inesorabilmente tra i passeggeri che utilizzano le navi e quelli che invece preferiscono l'aereo. Con tutte le conseguenze che questo comporta, a partire dal fatto che negli ultimi anni il caro-traghetti ha senza dubbio inciso su chi sceglie l'Isola per le vacanze. Basta analizzare i dati della provincia di Sassari e del Nord Sardegna dove sono presenti i maggiori porti sardi e due dei tre aeroporti dell'Isola, per avere le conferme che si cercano.
Secondo le rilevazioni fatte dall'Osservatorio, tra il 2008 e il 2012 si sono appunto assottigliate le differenze numeriche tra il trasporto marittimo e quello aereo. Nel primo caso, nei porti del Nord Sardegna (Porto Torres, Olbia e Golfo Aranci) sono sbarcati nell'ultimo anno 3 milioni e 679mila passeggeri, contro i 5 milioni e 529mila del 2008 (il picco massimo si è registrato nel 2009 con 5,8 milioni di persone trasportate). Allo stesso tempo, negli scali di Olbia e Alghero gli aerei hanno trasportato 3 milioni e 384mila passeggeri nell'ultimo anno, a fronte dei 3 milioni e 155mila del 2008. Una crescita costante che però non basta a colmare le perdite sulle navi, con la conseguenza però che oggi, tra chi sceglie il trasporto via mare e chi vola, ci sono soltanto 300mila persone di differenza.
ITALIANI E STRANIERI Entrando un po' più nello specifico, poi, la perdita di arrivi e presenze è determinata soprattutto dal calo degli italiani, mentre reggono e in qualche caso crescono gli stranieri. Analizzando le presenze, infatti, gli stranieri crescono di 3.159 unità , mentre gli italiani crollano di 186mila. Il risultato è un calo complessivo delle presenze di oltre 183mila persone. E se questi dati riguardano soprattutto le presenze alberghiere o in strutture turistiche, l'Osservatorio algherese è riuscito anche a offrire una stima sulle seconde case di Alghero, analizzando i dati della raccolta dei rifiuti. Secondo questa analisi, il calo delle presenze turistiche riferibili anche alle seconde case è stato del 26%.
LA STAGIONALITÀ Un altro elemento importante, inoltre, riguarda la stagionalità e la composizione dei turisti. La maggior parte degli stranieri sceglie i mesi di spalla, rispetto a quelli estivi, preferiti dai vacanzieri nostrani. Sono proprio i turisti provenienti da oltre confine che garantiscono l'allungamento della stagione da aprile fino a ottobre, scegliendo appunto i periodi meno affollati, anche se va detto che la permanenza media più alta, prendendo come campione Alghero, si registra a luglio (5,53 giorni) e agosto (5,36). E chi arriva nella cittadina catalana, per quanto riguarda gli stranieri, proviene soprattutto dal Nord Europa, ma la Germania non detiene più il primato che ora spetta agli svedesi, seguiti appunto da tedeschi, britannici, francesi, danesi e norvegesi. ( g. d. )
