OLBIA Una distrazione, un malore, l'alta velocità e il guard rail che penetra come una lama tra le lamiere dell'auto. Schianto mortale ieri sera sulla strada panoramica all'ingresso di Olbia, all'altezza dell'ospedale. Un cuoco di 39 anni, Mino Loddo, di Lodè, è deceduto sul colpo dopo aver perso il controllo della sua Ford Focus invadendo la corsia opposta e finendo contro la barriera metallica.
SCHIANTO MORTALE Il tragico incidente si è verificato intorno alle 19,15. Secondo il racconto di alcuni testimoni che hanno assistito allo schianto, la Ford Focus guidata dal cuoco di Lodè ha iniziato a sbandare, autonomamente, senza nessuna causa esterna, invadendo la corsia opposta. Secondo le prime ipotesi l'incidente sarebbe stato causato probabilmente da un malore o un colpo di sonno del conducente: l'auto del cuoco, secondo i primi accertamenti intestata alla madre, ha invaso la corsia opposta di marcia senza alcun segno di frenata o di cambio di direzione volontaria. L'impatto sul guardrail è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al cuoco. La barriera metallica ha infilzato la carrozzeria dell'auto e dopo aver superato anche una massa imponente come quella del motore e arrivata così in profondità da trafiggere anche il conducente seduto sul lato sinistro della berlina.
I SOCCORSI Ai primi automobilisti che si sono fermati per soccorrere la vittima è parsa subito chiara la gravità della situazione. Sul posto, in pochi minuti, è arrivata l'ambulanza medicalizzata del 118. Impossibile tentare ogni tentativo di soccorso: Loddo era morto sul colpo, incastrato tra le lamiere contorte dell'abitacolo. Per liberare il corpo del cuoco sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare alcune ore, con molta cautela nell'uso delle cesoie idrauliche. Il magistrato di turno Riccardo Rossi, dopo la relazione delle forze dell'ordine intervenute per i rilievi di legge, ha poi disposto la rimozione del cadavere e la restituzione ai familiari per i funerali. La salma è stata riconosciuta dal fratello e dalla moglie della vittima.
Mino Loddo era nato in Germania e si era poi trasferito a Lodè dove aveva vissuto per molti anni e dove abitano ancora gli anziani genitori. Attualmente lavorava come cuoco nel ristorante Cala Fiorita di Agrustos.
