La comoda navigazione verso l'ultimo sì alla manovra 2013 si incaglia un po' sulla cassa integrazione: lo scontro è breve, ma basta a guastare il clima di felicità bipartisan creato 24 ore prima dalle larghe intese sull'Irap. Con 37 no e 24 sì il Consiglio regionale boccia l'emendamento del gruppo Sel-Sardigna libera, che stanziava 60 milioni per garantire gli ammortizzatori sociali nel 2013.
La giornata si chiude comunque con l'approvazione di tutti gli articoli della legge finanziaria: slitta a martedì solo il voto finale sul bilancio e sull'intera manovra.
LA POLEMICA L'ultimo appello sulla cassa integrazione, poche ore prima del voto, era giunto dal leader Cgil Michele Carrus: «Dopo il taglio dell'Irap, ci aspettiamo che si trovino le risorse per gli ammortizzatori sociali». Non è andata così: «La maggioranza si assume la gravissima responsabilità di dare un colpo terribile ai lavoratori», protesta il capogruppo Sel Daniele Cocco. «State condannando 33mila famiglie», aggiunge Claudia Zuncheddu (che poi se la prende, come il sardista Giacomo Sanna, col milione di euro per le protesi dentarie dei meno abbienti).
All'attacco, dopo la bocciatura, tutta Sel e l'ex Idv Adriano Salis. Giuseppe Cuccu (Pd) spera che «i fondi che il centrodestra non ha voluto trovare spuntino nel bilancio». Il senatore di Sel Luciano Uras, che segue i lavori come se fosse ancora consigliere, avverte: «Mi opporrò alla richiesta di Cappellacci di più risorse statali, perché quando le ha le spreca. Magari assumendo pensionati come dirigenti».
Ma la linea della maggioranza è che quei soldi devono essere garantiti dallo Stato: «Le regioni hanno concordato di non mettere risorse proprie per tenere una linea forte contro il governo», spiega il capogruppo Udc Giulio Steri: «Se poi sarà necessario provvederemo d'urgenza».
ALTRE NORME Arriva inoltre la conferma del finanziamento per la flotta sarda, pur ridotto a 5 milioni. «Prosegue la battaglia di liberazione dei sardi dal giogo degli armatori, occorre il coraggio di portare avanti l'unica iniziativa che ha interrotto la passiva accettazione del sistema Tirrenia», commenta Ugo Cappellacci, che poi replica a chi ne sottolineava l'assenza in aula: «Sono sempre in Consiglio, seguo l'aula dal monitor in contatto con gli assessori, e intanto porto avanti il lavoro della Giunta».
Il Pd invece porta a casa l'emendamento che garantisce ai Comuni il pagamento già entro luglio del 40% del Fondo enti locali. La norma si aggiunge a quella del giorno prima, che sottrae il Fondo stesso al patto di stabilità : «Una nostra vittoria», dice il leader dei Rossomori Tore Melis, che insieme a Paolo Mureddu rivela che la proposta partì da loro: «Ringraziamo il Pd - aggiunge Melis - che, con Franco Sabatini, ci ha permesso di contribuire ai lavori dell'aula».
Giuseppe Meloni
