L'ultima stazione, le paci in Provincia. Sarà l'assessore Costantino Tidu a avviare il tentativo di mediazione tra i vertici della cooperativa edilizia Su Nuraghe e le quattro famiglie dei soci esclusi che si sono viste recapitare il foglio di sfratto esecutivo. «La Provincia - sottolinea l'assessore con delega alla Casa - offre la propria disponibilità . Vediamo di capire così se ancora esistono margini per una conciliazione che porti a una soluzione. Speriamo che prevalga il buon senso».
LE CARTE Una buona notizia, finalmente, in questa storia incancrenita e malfatata. Una vertenza trentennale incasinata dal sonno della burocrazia, dalle spire della prescrizione e dall'esercizio dello scaricabarile da parte degli enti delegati al controllo delle cooperative, prima il Ministero del Lavoro e poi la Regione. Le deleghe sono passate alla Provincia nel 2006, ma tutto l'incartamento è arrivato a Nuoro solo la scorsa estate, agosto per la precisione. Da allora c'è stato il pronunciamento del giudice sullo sfratto, mentre a gennaio la Corte d'appello di Sassari ha rigettato il ricorso delle quattro famiglie che rischiano di perdere la casa. «Abbiamo ricevuto la documentazione solo alcuni mesi fa, con anni di ritardo - conferma Costantino Tidu - e la legge ci affida solo compiti di vigilanza amministrativa». In altre parole, la Provincia - da un punto di vista delle deleghe che le sono state assegnate - oggi non può, anche volendo, mettere una pezza alle mancanze di chi l'ha preceduta. Mancanze di che tipo? Tipo quella del Ministero del Lavoro che non ha mai trasmesso alla Regione i risultati dell'ispezione fatta dal dottor Romano Mosconi dopo la denuncia dei soci che chiedevano chiarimenti sui conteggi delle rate del mutuo. Siamo a metà degli Ottanta. Nella sua relazione l'ispettore del Ministero rilevò che «la situazione in cui versa attualmente la cooperativa è assai grave», aggiungendo «si chiede con la massima urgenza la nomina di un commissario». Beh, vi pare normale che tutto ciò sia poi rimasto dentro un cassetto, mentre, qualche anno dopo, le quattro famiglie che denunciarono le irregolarità venivano cacciate via dalla cooperativa col marchio della morosità ? Oltre al danno pure la beffa.
LA SPERANZA Questa è una storia che come la giri è piena di muffa e di vermi. Ora serve soltanto che chi di dovere controlli bene le carte. Ma le controlli fin dall'inizio, da quando cioè questa saga è cominciata. La Provincia prova a benedire le paci, e speriamo bene. «Rispettiamo quanto deciso in altre sedi, ma la drammaticità del momento ci porta ad offrirci come sede di incontro per vedere se c'è una soluzione».
Piera Serusi
