Data come quasi certa già mercoledì sera, da ieri la notizia è ufficiale: si sblocca l'impasse del tribunale di Nuoro, il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha disposto l'invio di sei nuovi magistrati. Potenziamento importante, dunque, con cinque nuovi giudici che andranno a dare manforte ai colleghi del palazzo di giustizia barbaricino da anni sotto organico. E rinforzi anche nell'assetto dell'ufficio requirente con un nuovo sostituto procuratore. Così da oggi rientra pure lo sciopero degli avvocati (anche se per ragioni normative l'esecutività della revoca non sarà prima del 31 maggio) che da tre mesi incrociano le braccia in segno di protesta.
BATTAGLIA VINTA Una battaglia che tra alterne vicende ha visto l'Ordine forense nuorese guidato da Priamo Siotto fare muro compatto contro ogni congettura di indebolimento profilata l'anno scorso dal ministero della Giustizia che aveva ridisegnato con l'accetta la mappa generale delle risorse umane dei tribunali italiani. Secondo gli intendimenti governativi originari da Nuoro sarebbero dovuti andare via quattro giudici. Prospettiva a tinte fosche, figlia di un «calcolo meramente ragionieristico», come aveva sottolineato più volte lo stesso Siotto, a fronte della mole di lavoro soprattutto nel settore civile, basti solo pensare agli 8124 processi celebrati nel solo anno giudiziario 2011/2012. Contro tale ipotesi erano scesi in campo anche amministratori, sindacalisti e imprenditori. Ora, insieme agli avvocati, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo il presidente del tribunale Vito Morra - che aveva paventato che Nuoro potesse essere declassato a ufficio giudiziario di primo grado - Antonio Luigi Demuro e Giovanni La Rocca, responsabili rispettivamente della sezione penale e civile e il procuratore Andrea Garau. ( fr.gu. )
