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L'unione sarda. Sussidi, assedio al Palazzo

Martedì presidio Cgil, Cisl e Uil contro il no sulla cassa integrazione Il Pd: Finanziaria insufficiente, ma grazie a noi c'è il taglio dell'Irap

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Quando martedì si rifaranno vivi nel Palazzo di via Roma, per chiudere la pratica della manovra, i consiglieri regionali troveranno ad aspettarli i sindacati: Cgil, Cisl e Uil annunciano un presidio contro «la scelta inaccettabile di non anticipare risorse per gli ammortizzatori in deroga». Il voto sulla legge finanziaria (resta da approvare il bilancio) si porta dietro lo scontro sulla cassa integrazione: oltre ai sindacati, protestano Sel e il Pd (che poi finiscono per litigare tra loro).
La maggioranza però ribadisce la linea concordata tra le Regioni: per fare pressione sullo Stato, non si stanziano fondi locali. Perciò il capogruppo Pdl Pietro Pittalis parla di «polverone senza senso né costrutto. Siamo sempre stati dalla parte dei lavoratori, la prima Regione ad anticipare risorse proprie per sopperire a carenze del governo. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma non accettiamo l'allarmismo».
LA PROTESTA I segretari confederali Michele Carrus (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) ricordano che, alle richieste di interventi anti-crisi, «la risposta è stata tagliare l'Irap e rinviare ogni provvedimento sul lavoro. Il Consiglio ha trovato 240 milioni in pochi giorni: per alcuni interessi le risorse si trovano, per le protezioni sociali no».
Perciò i sindacati chiedono un incontro ai capigruppo consiliari e preparano il sit-in alla ripresa dei lavori: «Non è possibile lasciare nell'incertezza oltre 30mila lavoratori, serve un segnale immediato», senza aspettare l'intervento del governo.
IL PD Il capogruppo democratico Giampaolo Diana, in una conferenza stampa col segretario Silvio Lai e gli altri consiglieri democratici, si dice «preoccupato per le risorse mancanti sulla cassa integrazione. Anche se lo Stato le garantisse, la Regione dovrà cofinanziare per circa 75 milioni». Poi Diana e Gian Valerio Sanna ribattono alle frecciate di Sel: «Abbiamo difeso la loro proposta, ma loro sono mancati nel lavoro sulla manovra, in commissione e in aula».
IRAP E ENTI LOCALI Per il resto, Lai afferma che il Pd ha «distrutto una ad una le bugie di Cappellacci sulla Finanziaria: della sua proposta resta solo la struttura formale». Via lo sforamento del patto di stabilità, la restituzione Imu e buona parte dei sussidi in Sardex per i disoccupati: arriva invece il taglio Irap. «Anziché sforare il patto - spiega Gian Valerio Sanna - e rischiare un'impugnazione della manovra che bloccherebbe la Sardegna, abbiamo proposto la rinuncia a somme Irap che comunque non spenderemmo: e così diamo sostegno immediato a imprese ed enti locali». La norma sarà poi «valutata per i suoi effetti sulla tenuta occupazionale».
«Impossibile selezionare tra chi assume e chi no», aggiunge Giuseppe Cuccu, «ma così di fatto si abbatte il costo del lavoro e si attraggono investimenti. Un altro nostro emendamento ha invece messo al sicuro fino al 2015 il lavoro di 800 operatori che gestiscono biblioteche, musei, siti archeologici». Franco Sabatini, vicepresidente della commissione Bilancio, evidenzia un'altra norma «nata dai suggerimenti dei Rossomori, che cancella il doppio conteggio dei fondi per i Comuni nel patto di stabilità. Così la capacità di spesa della Regione sale da 2,5 miliardi a 3,1, e la metà di questi 600 milioni avvantaggerà gli enti locali».
Giuseppe Meloni

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