Speravano di portare a casa qualcosa in più, i sindacati: l'assedio (pacifico) al Consiglio regionale, per strappare i soldi per la cassa integrazione, produce un'intesa bipartisan che si ferma però a 30 milioni di euro, più o meno la metà di quanto chiedevano Cgil, Cisl e Uil. Ma almeno si sblocca lo stallo dei giorni scorsi.
LO SCONTRO L'accordo tra i partiti arriva dopo una trattativa serrata al sesto piano del palazzo del Consiglio, nelle stanze della presidenza, mentre in via Roma manifestano circa 400 cassintegrati che rischiano a breve di perdere i minimi sussidi avuti finora.
La maggioranza ribadisce che le Regioni si sono accordate per non stanziare fondi propri, così da accentuare la pressione sul governo che dovrebbe provvedere a giorni. Per questo è stato bocciato una settimana fa l'emendamento di Sel-Sardigna libera. La minoranza obietta che, quando lo Stato garantirà i fondi, la Regione dovrà comunque coprirne una parte: tra i 60 e i 75 milioni, si calcola. Il Pd propone un emendamento al bilancio che ne recupera 65, con una serie di tagli piccoli e grandi messi insieme da Gian Valerio Sanna.
L'INTESA Il capogruppo Pdl Pietro Pittalis, per superare lo stallo, chiede all'aula un breve rinvio delle votazioni sulla manovra. Alla fine tutti i capigruppo firmano un emendamento che stanzia 30 milioni, recuperati dai cosiddetti residui perenti (somme impegnate ma non spese). Non sono subito disponibili: servirà una nuova norma (da approvare nei prossimi giorni) per assegnarli agli ammortizzatori sociali. Forse in quell'occasione potrebbero essere “accorpati” a ulteriori 27 milioni, scovati dal capogruppo Udc Giulio Steri in un altro fondo per il lavoro.
I SINDACATI «Questa scelta è del tutto insufficiente», commenta il leader della Cgil Michele Carrus, «è grave che il Consiglio non trovi un accordo per restituire serenità a 30mila cassintegrati. Senza la mobilitazione dei lavoratori non avremmo neppure questo piccolo risultato». «Sono loro che hanno risvegliato un po' di sensibilità», concorda la segretaria della Cisl Oriana Putzolu, «ma questi primi 30 milioni non bastano. La mobilitazione resta quanto mai opportuna».
Ora l'attenzione dei sindacati, spiega infatti Gianni Olla della Uil, «è già rivolta alla manifestazione prevista per il 24 maggio. Dalla riunione coi capigruppo ci è parso di cogliere un'assenza di percezione del problema vissuto dai lavoratori in cassa integrazione, che vivono nell'incertezza».
I POLITICI Il governatore Ugo Cappellacci elogia la «soluzione di responsabilità» del Consiglio, «espressione di una vicinanza ai cassintegrati mai venuta meno. Con lo stesso spirito auspichiamo uguale sensibilità dallo Stato». Per i capigruppo del centrodestra «la maggioranza è sensibile, attenta ai cassintegrati e solidale: i 30 milioni sono un segno tangibile».
«Noi continueremo a insistere perché si trovino le altre risorse necessarie», avverte dal Pd il capogruppo Giampaolo Diana. «Se ci si libera delle promesse elettorali - aggiunge Franco Sabatini - ci sono tutti i soldi per i sussidi e pure di più».
Giuseppe Meloni
