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L'unione sarda. «Tagliamo il costo del lavoro»

FINANZIARIA. Per Rete Imprese nel medio periodo il Pil aumenterà di 600 milioni

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La sforbiciata decisa in Finanziaria sull'Irap lascerà a disposizione delle aziende 240 milioni. Risorse che, nei propositi della Regione, serviranno per mantenere e creare occupazione, abbattendo il costo del lavoro. La riduzione - che durerà per tre anni - delle aliquote dell'imposta sulle attività produttive per le imprese private e gli enti pubblici non statali (come le Asl) sarà del 70%, mentre sarà dell'1% per gli enti pubblici statali.
L'ACCONTO Qualcosa, comunque, le aziende dovranno versare: a giugno è previsto l'acconto del 30%. Ma non dovranno pagare altro. Considerato che l'Irap è un'imposta da sempre considerata iniqua dal mondo imprenditoriale, un po' tutti i rappresentanti del mondo produttivo sardo celebrano il taglio come un evento che potrebbe aprire scenari importanti nella direzione della ripresa economica.
GLI INDUSTRIALI «Il provvedimento avrà un effetto interessante», dice Alberto Scanu, leader di Confindustria. «Qualunque sia la destinazione, avrà effetto un mese dopo l'approvazione: è la legge più rapida approvata dal Consiglio. Tra l'altro libera liquidità necessaria per ridurre l'indebitamento, punto di partenza per ritornare a fare investimenti». Insomma, è un primo passo. Ma servono altri provvedimenti per garantire il rilancio dell'Isola. Scanu elenca i punti su cui lavorare: «È necessario approvare in tempi stretti una nuova legge urbanistica. Ci sono opere bloccate per problemi di norme, con perdite di centinaia di milioni. E poi semplificazione ed energia. Su questo versante bisogna ripartire dal gas e dalla rete Sant'Antioco-Piombino. Siamo gli unici a non avere il metano. L'ultimo grande tema è quello della mancanza di credito per creare occupazione». Rete Imprese Italia esprime invece sulla Finanziaria 2013 un giudizio parzialmente positivo, «soprattutto per come la manovra era stata avviata e specie per ciò che riguarda quella che potremmo definire la rivoluzione dell'Irap». Su questa partita «il beneficio diretto sarà di 190 milioni di euro che, nel medio periodo, potranno generare un aumento del Pil pari a circa 600 milioni, ma servono atti di carattere amministrativo (modifica convenzione con Agenzia Entrate e confronto con il Governo) che consentano di rendere efficace la norma per il 2013 e di evitare eventuali impugnazioni da parte dello stesso Governo», è scritto in una nota. «A nostro parere bisogna seguire questa strada per proporre, a partire dalla prossima ed auspicata variazione di Bilancio, un percorso che ritorni con forza verso interventi a favore delle imprese e dell'occupazione. Questa è la nostra vera zona franca».
I COMMERCIANTI Il presidente di Confcommercio, Agostino Cicalò, è soddisfatto della scelta della Regione. «Il risultato da apportare era sostanzialmente questo», dice: «Aspettiamo i decreti attuativi per scongiurare gli intoppi burocratici. L'Irap nelle nostre imprese incide sul costo del lavoro e sugli interessi passivi. Questo provvedimento permetterà di tagliare proprio su questi due cardini. Non è un intervento strutturale, visto che durerà per tre anni, ma aspettiamo che lo diventi».
AGRICOLTURA E ARTIGIANATO E se per Luca Saba (Coldiretti) «lo sgravio del 70 per cento è una buona operazione per rilanciare l'agricoltura, unico settore che tiene in termini di export nazionale», Giovan Battista Idda, dirigente di Confartigianato edilizia afferma senza mezzi termini: «Qualsiasi atto arrivi per abbattere la tassazione ben venga. Ma bisogna abbattere il costo del lavoro: avere dei dipendenti è diventato un salasso. A fronte di due operai, al mese devo avere 5 mila euro per i pagamenti di Inail, Inps e cassa edile. È come se avessi altri due dipendenti. Bisogna lavorare su fiscalità e credito». Chiude Francesco Porcu, segretario della Cna: «È un risultato colto in una fase di crisi pesante. Ora il taglio del costo del lavoro deve diventare una priorità».
Lorenzo Piras

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