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L'unione sarda. Sgozzati cavalli e pecore

Strage nelle campagne di Bortigali, fienile incendiato a Bolotana

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Una strage di bestiame è stata compiuta a colpi di pattadese la notte fra sabato e domenica nelle campagne di Bortigali. Sono state sgozzate una per una 55 pecore, uccisi quattro cavalli e poi a breve distanza, nelle campagne di Bolotana, è stato messo a fuoco un fienile, dove sono andate distrutte 140 balle di foraggio. Tutto è avvenuto in piena notte nelle campagne di Padrumannu, nell'area di Campeda a poche centinaia di metri dalla 131. L'azienda agricola presa di mira è dell'allevatore di Silanus Angelo Virde di 40 anni, proprietario anche del fienile di Bolotana devastato dalle fiamme.
GRAVE ATTO È evidente che si tratta di una gravissima intimidazione nei confronti dell'allevatore. I malviventi hanno voluto colpire in maniera distinta le sue aziende sulla montagna, anche se distanti qualche chilometro l'una dall'altra. Le 55 pecore sono state sgozzate una per una. Poi i malviventi sono entrati nella stalla e sempre a coltellate hanno fatto fuori i quattro cavalli che si trovavano all'interno. Poco prima avevano dato fuoco al fienile.
LA SCOPERTA All'allevatore che ieri mattina - come è solito fare ogni giorno - di buon ora si è recato nell'ovile si è presentato uno spettacolo drammatico. Le sue pecore erano immerse in un lago di sangue mentre i cavalli stavano l'uno sopra l'altro. Subito è scattato l'allarme, più o meno negli stessi momenti anche perché il bagliore delle fiamme nel fienile nelle campagne di Bolotana è stato notato da altri pastori della zona.
I DANNI Angelo Virde, una vita dedicata all'allevamento che era del padre Marco, altro non ha fatto che avvisare i carabinieri della compagnia di Macomer e quelli di Bolotana. Il danno subito è molto consistente, secondo la prima stima è di 50 mila euro. Ma al di là di questo resta la pesantissima intimidazione. La notizia della strage si è subito diffusa in tutto il Marghine, in particolare a Silanus, dove Angelo Virde è molto conosciuto. La vicenda per la sua gravità assume contorni preoccupanti e suscita un forte allarme nella comunità.
IL SINDACO «Sono fenomeni - dice il sindaco di Silanus Luigi Morittu - che ci riportano indietro di molti anni. Un atto vile, ovviamente da condannare, perché va oltre il danno subito dall'allevatore, crea tensioni e paure che sembravano sopite nel nostro paese e nel Marghine. Non possiamo esprimere che solidarietà e incoraggiare le forze dell'ordine a fare giustizia su quanto sta avvenendo». I carabinieri indagano a tutto campo, non solo a Silanus, ma in tutto il Marghine.
Francesco Oggianu

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