Dal nostro inviato
Augusto Ditel
ARZACHENA Fernando Alonso, la Ferrari, Vettel nei terreni dell'ex sequestrato. Una pista di F1 modulare, chiavi in mano, da utilizzare per 300 giorni all'anno (il clima lo consente) nella sconfinata proprietà di una famiglia storica di Arzachena - i Ghilardi - vittima dell'Anonima nell'aprile del 1971 (il 2 aprile furono sequestrati Giovanni Maria e il figlio Agostino di soli 9 anni: riscatto di 100 milioni di lire) dopo aver venduto alcune centinaia di ettari sul mare all'Aga Khan, che firmò un assegno di un miliardo di lire, provocando la reazione del capostipite Agostino, passata poi alla storia della Costa Smeralda: «Ma che miliardo - protestò il venditore - : io, milioni, voglio. E un posto da custode per mio figlio».
ARRIVA TODT L'idea non è nuova, ma l'amministrazione comunale di Arzachena la sta rispolverando in gran segreto, a fari spenti si potrebbe dire. Sta preparando il terreno, in vista dell'arrivo nel centro gallurese di Jean Todt, il presidente della Fia, già numero 1 della Ferrari. Il manager francese è atteso per il 20 giugno, e l'obiettivo della maggioranza che fa capo ad Alberto Ragnedda è quello di offrire una location straordinaria per lo svolgimento di gare automobilistiche e in particolare di una prova del Mondiale di F1 in questo lembo di Sardegna. Evento, questo, che richiama centinaia di migliaia di spettatori, e soprattutto garantisce ritorni economici miliardari, tra diritti televisivi, sponsor, e indotti spaventosi. Qualcuno ipotizza che dietro l'operazione (almeno 250 milioni di euro) ci possa essere il Qatar, che sogna da tempo di poter organizzare una gara valida per il Mondiale, ma la notizia almeno per ora non trova conferme.
14 ANNI Il progetto di una pista di F1 fu presentato alla fine del 1999. Toccò all'allora capo dell'ufficio tecnico Antonello Matiz (oggi rimosso dal sindaco) illustrare il progetto di Hermann Tilke, un architetto tedesco che oggi ha 58 anni, dalla cui matita sono stati partoriti i più importanti circuiti del mondo: quattordici, tra cui quello di Austin (Usa, 2012), Abu Dhabi (2009), Bahrain (2004), Malesia (1998), Singapore (2008), tanto per citarne alcuni. Un mago degli autodromi, insomma, particolarmente legato al numero 1 della F1 mondiale Bernie Ecclestone, e molto apprezzato dal braccio destro del potentissimo manafer inglese, il gallurese Pasquale Lattuneddu.
IL PROGETTO Tilke collocò il progetto in un'area di 300 ettari nella zona di Li Muri , su una pianura a ovest di Arzachena, a poca distanza dall'azienda agricola (Lu Pilastru) dell'ex sindaco Piero Filigheddu, primo promotore dell'iniziativa del circuito. La gran parte dei terreni è di proprietà della famiglia Ghilardi (Agostino, l'ex bimbo rapito dall'Anonima, è morto l'anno scorso all'età di 51 anni), che non avrebbe alcuna difficoltà a cederli al Comune per favorire l'intervento. Nei giorni scorsi infatti l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Fabrizio Azara avrebbe contattato gli eredi Ghilardi per un incontro tanto ravvicinato quanto coperto da un assoluto riserbo proprio per mettere a punto l'accordo.
LA REGIONE Per adesso, il sindaco Alberto Ragnedda non conduce la trattativa e non figura, ma dal Palazzo assicurano che Azara si è mosso dietro un chiaro input del primo cittadino, il quale avrebbe discusso della cosa anche con il presidente della Regione Ugo Cappellacci durante uno dei tanti incontri svoltisi tra Arzachena e Cagliari. Nei prossimi giorni, inoltre, sarebbe previsto un vertice nel capoluogo sardo, con l'assessore regionale all'Urbanistica Andrea Biancareddu, gallurese pure lui e fortemente interessato all'iniziativa.
LE CIFRE Se quel progetto è sempre valido, bisognerà rimodularlo. Allora, misurava 4700 metri, insisteva su un'area di 79 ettari ed era diviso in due parti: una da 3mila metri, l'altra da 1700, utilizzabile per le prove o per un altro tipo di gara. Il circuito sorgeva a cavallo tra due strade provinciali, e comprendeva un rettilineao di 900 metri sull'asse nord est-sud ovest, studiato in funzione dei venti dominanti da quelle parti. Sul percorso potevano trovare posto 100mila persone: 15 mila nella tribuna centrale, 40mila in quella mobile, gli altri in una collinetta adatta allo scopo. Singolare la costruzione della palazzina dei servizi, che richiamava un motivo nuragico.
GLI INTERROGATIVI Proprio perché tutto è avvolto dal mistero, non si conosce l'identità di eventuali partner. Qualcuno pensa a Carmelo Mereu, patron storico del Rally della Costa Smeralda e organizzatore di Grandi Eventi (sta lavorando per il Rally Mondiale), altri danno per certa la presenza di Flavio Briatore, ma non esistono conferme.
