Il mondo del profit incontra quello del no-profit creando posti di lavoro per i disabili. Succede a Ottana dove l'Antica Fornace Villa di Chiesa, azienda leader in Europa per le guarnizioni in gomma che rifornisce marchi come Mercedes, Fiat, Volvo e Volkswagen, inizia una collaborazione con la cooperativa sociale Progetto H di Macomer grazie ad un accordo di programma sottoscritto ieri tra la Provincia, le due aziende, Confcooperative e Confindustria.
LE ASSUNZIONI «Questa convenzione permetterà l'ingresso nel mondo del lavoro di soggetti diversamente abili - spiega l'assessore provinciale Giuseppe Dessena - siamo intervenuti con uno strumento previsto dalla normativa nazionale. La nostra è l'unica Provincia che si è dotata di uno strumento così complesso, attualmente saranno due gli assunti ma speriamo che sia un'operazione contagiosa per altre aziende».
AZIENDA DI ECCELLENZA L'Antica Fornace darà una commessa a Progetto H creando occupazione. Gli assunti, per ora due, passeranno presto a quattro. Numeri in controtendenza rispetto alla crisi. L'Antica Fornace occupa 117 addetti e fattura oltre dieci milioni di euro. Azienda modello il cui rappresentante Luigi Zilli è ancora capace di commuoversi. Lo ha fatto ieri all'atto della stipula della convenzione sottolineando: «Per noi è normale, non riteniamo questa un'operazione di beneficenza». L'emozione è contagiosa e anche il presidente di Progetto H, Maria Murgia, si commuove ricordando «che dopo anni di interlocuzione, al di là di certe differenze ci si incontra dove il cuore è il lavoro». «Un ruolo importante - riconosce il presidente di Confindustria Roberto Bornioli - hanno avuto Provincia, aziende a associazioni di categoria». Per il presidente di Confcooperative Francesco Sanna «la convenzione è la dimostrazione che le cooperative sociali fanno anche una politica attiva del lavoro, in questa operazione non c'è un solo euro di soldi pubblici». E il presidente della Provincia Roberto Deriu sottolinea: «Questo è la dimostrazione di quello che può fare l'attività politica nel territorio».
Fabio Ledda
