I turisti stranieri si vedono. Gli italiani no. Disertano Nuoro e preferiscono l'ombrellone. Parola di Marco Demurtas, presidente di Portale Sardegna, tour operator attivo da tredici anni con quartier generale nel capoluogo barbaricino. «Sul mercato italiano l'offerta culturale della Sardegna interna non passa. Nuoro dovrebbe offrire un prodotto finito. Mancano i pacchetti, i servizi aggregati. Del tipo un percorso museale con biglietto unico, una segnaletica adeguata. Tutto ciò che serve per creare una destinazione di viaggio». Tanto per cominciare a invertire la rotta, basterebbe un itinerario di due giorni. Cominciando a proporlo ai vacanzieri che già affollano le località balneari».
In assenza di proposte turistiche appetibili e qualificate, Nuoro non può risorgere come città turistica. «Qui nella Sardegna dell'interno - riferisce Demurtas al notiziario online Chartabianca - non si riesce a portare un turista italiano neanche con la pistola puntata».
SOLO MARE Le località della costa sarda restano sempre le più amate dagli italiani. «Quelli che prenotano in Sardegna - aggiunge Demurtas - sono sempre di meno, ma chi arriva è disposto a spendere di più e a soggiornare più a lungo». Evidentemente allettato dalle proposte e dal sistema turistico che rende ambito il soggiorno nelle località balneari. Molto contano le offerte e i biglietti da visita che la costa orientale dell'isola sa offrire. Recentemente le Convittiadi (alla cui organizzazione Portale Sardegna ha collaborato) si sono rivelate un formidabile veicolo di ulteriore promozione turistica per il Golfo di Orosei.
LE CIFRE Secondo dati riferiti da Portale Sardegna, aggiornati al 15 maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero delle prenotazioni di vacanze nell'Isola cala del 10 per cento ma crescono il fatturato (+19 per cento) e i tempi di soggiorno medio (10,3 giorni, +17 per cento). Le prenotazioni in hotel e villaggi crescono del 2 per cento, il fatturato aumenta del 30 e il periodo medio di soggiorno del diciassette. In caduta libera invece il mercato delle seconde case, con prenotazioni scese di quasi un quinto rispetto ai dati del maggio 2012. Per gli appartamenti invece diminuiscono prenotazioni e fatturato (-22 e -4 per cento rispettivamente). Anche in questo settore però aumentano i tempi di permanenza dei turisti.
APPELLO ALLA REGIONE L'intero settore però risente di una politica turistica che, secondo Marco Demurtas, non è all'altezza. «Il governo regionale - conclude il tour operator - sembra un po' assente come punto di riferimento istituzionale. Qualsiasi azione o strategia al massimo viene fatta tra operatori stessi. Occorre dunque un coordinamento tra imprenditori e istituzioni. Ma bisogna partire dal privato: quando il privato funziona il pubblico si adegua e lo sostiene».
