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L'unione sarda. Berlusconi continua a dividere

Centrodestra in netto vantaggio (+7,3% su Pd e Sel) ma Renzi cresce ancora

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Silvio Berlusconi da dichiarare ineleggibile, in controtendenza con un Pdl in continua crescita e un centrodestra avvantaggiato di oltre sette punti rispetto al centrosinistra. Matteo Renzi stabile ai vertici della classifica del leader in corsa per una futuribile ascesa a Palazzo Chigi. Sono questi i dati principali che emergono dalla rilevazione settimanale della Swg di Trieste, che ha realizzato un sondaggio intervistando un campione rappresentativo nazionale di 1500 soggetti.
IL CASO BERLUSCONI Per oltre la metà degli italiani (59%) Silvio Berlusconi sarebbe da dichiarare ineleggibile. A esserne convinto è quasi la totalità dell'elettorato del Movimento 5 Stelle (92%) e un'ampia fascia di centrosinistra (87%). Opposto il punto di vista degli elettori di centrodestra (solo il 10% pensa che debba decadere da parlamentare). La Swg di Trieste ha anche chiesto a chi vada attribuito il merito dello stop della tassa sugli immobili. Per il 47% degli italiani la sospensione dell'Imu è merito di Silvio Berlusconi, mentre solo il 19% ritiene che l'iniziativa sia da attribuire al presidente del Consiglio Enrico Letta. Messo a scegliere sullo stop alla tassa sulla prima casa e l'aumento Iva di un punto percentuale, il 75% degli intervistati ha dichiarato di preferire la seconda opzione.
GOVERNO E LEADER Cala ancora di 3 punti rispetto alla settimana scorsa la fiducia degli italiani nel governo Letta, che scende al 31%. Per quanto riguarda le personalità politiche è sempre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a guidare la classifica, nonostante i 2 punti in meno di sette giorni fa, attestandosi a quota 55%. A seguire Matteo Renzi (54%), in calo di un punto rispetto alla settimana scorsa. In discesa anche il premier Enrico Letta (-2%), che scivola al 44%. Va meglio in casa Pdl, dove il segretario Angelino Alfano guadagna due punti e sale al 26%, mentre il presidente Silvio Berlusconi con un punto in più si attesta al 25%. In salita anche Belle Grillo (+2%), che raggiunge il leader del Pdl (25%). Perdono invece 3 punti il governatore della Puglia Nichi Vendola e il senatore a vita Mario Monti, rispettivamente al 22 e 18%. Cala di 5 punti, infine, la fiducia nel segretario del Pd Guglielmo Epifani, anche lui al 18%.
PARTITI E COALIZIONI Il Pdl guadagna quasi mezzo punto (+0,4%) e si conferma primo partito nelle intenzioni di voto con il 27,8%. Cresce anche il Movimento 5 Stelle (+0,8%), che raggiunge al 22,6%, mentre il Pd è in sensibile calo rispetto alla settimana scorsa (-1,4%). Sprofondo rosso per il partito dell'ex presidente del Consiglio Mario Monti (scende sotto il 5%), raggiunto dalla Lega. Tra le coalizioni il distacco tra centrodestra e centrosinistra è ancora più netto, passando da 5,6 a 7,3 punti percentuali. Secondo la rilevazione della Swg di Trieste l'alleanza della quale è regista Berlusconi totalizzerebbe il 36,2% dei consensi (27,8 Pdl, 4,9 Lega, 1,5 Fratelli d'Italia, 0,8 La Destra, 1,2 altri di centrodestra), mentre quella che è ancora alla ricerca del successore dell'ex leader Pierluigi Bersani si fermerebbe al 28,9% (22,6 Pd, 4,8 Sel, 1,5 Centro democratico). Più staccati il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (22,6%) e il polo di centro (4,9 Scelta Civica e 2,0 Udc), inchiodato al 6,9%. Fuori dai poli sono stati rilevati solo due partiti: Rifondazione comunista (1,5%) e Italia dei valori (1,2%).
MOVIMENTO 5 STELLE La sorpresa delle ultime elezioni politiche sarebbe replicabile se il movimento nato sulla rete si trovasse a fare a meno di Beppe Grillo? Secondo il 52% degli elettori (53% nella base del M5S) non sarebbe possibile. il 29% degli italiani crede che, invece, i grillini possano presto fare a meno del loro leader. Una percentuale che cresce lievemente, pur restando minoritaria, se a essere prese in esame sono le risposte di chi, a febbraio 2013, ha votato per il Movimento.
LE RINUNCE DEGLI ITALIANI In questo periodo di crisi è sempre più difficile far quadrare i conti del budget familiare e praticamente impossibile mantenere il vecchio stile di vita. Interrogati sulle rinunce più frequenti, gli italiani hanno confermato che il ciclo economico negativo li ha costretti a risparmiare su vacanze e divertimenti (89%), abbigliamento (88%), spese per la casa (82%), spese alimentari (65%) e cure mediche (43%).
Anthony Muroni

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