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L'unione sarda. La verità di Mesina: «Così saltò il blitz per liberare Farouk»

Grazianeddu al festival di Gorizia

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«L'annuncio anticipato della liberazione di Farouk Kassam evitò un blitz per liberare il bambino, programmato dalla Polizia per il giorno dopo». Lo ha rivelato ieri sera a Gorizia, nell'ambito del festival internazionale “è Storia” in cui era ospite, l'ex bandito orgolese Graziano Mesina, che ebbe un ruolo molto controverso nella liberazione del bimbo libanese sequestrato a Porto Cervo nel gennaio 1992.
«C'erano due trattative parallele con i rapitori - ha aggiunto Mesina - una dello Stato e una tessuta da me, che più volte fui sul punto di mollare. Senza il mio intervento probabilmente Farouk non sarebbe stato liberato. La Polizia ha inizialmente smentito la liberazione del ragazzino, data dal Tg1, perchè aveva promesso l'esclusiva al Tg5 di Mentana».
Secondo Mesina il papà del piccolo Farouk «ha più volte sbagliato nella gestione del rapimento, affidandosi alla Polizia anzichè fidarsi di me».
Proprio per il suo ruolo di emissario nel sequestro del bimbo, Grazianeddu venne condannato dal Tribunale di Nuoro per favoreggiamento a 3 anni e due mesi di reclusione. Durante le fasi cruciali del rapimento (nella primavera del '92) infatti Mesina entrò in trattativa con la banda di rapitori attraverso il nipote Raimondo Crissantu. In particolare si attivò per ottenere la prova in vita ed evitare, dopo il taglio di un lembo dell'orecchio, altre mutilazioni all'ostaggio. Dopo oltre 40 anni di carcere Mesina fu graziato dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel novembre del 2004. Da allora è tornato a vivere a Orgosolo.

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