«È lecito applicare fino alle estreme conseguenze per la salute dei cittadini la regola della spending review anche quando è dimostrabile che un farmaco può ottenere risultati sicuramente migliori di un concorrente?». È il quesito posto al sottosegretario al ministero della Salute Paolo Fadda, all'assessore regionale alla Sanità Simona De Francisci e al direttore della clinica oculistica dell'università di Cagliari, Maurizio Fossarello, dal nuorese Vincenzo Gungui, già amministratore della Asl e in Comune. Parla a nome della figlia e di un centinaio di pazienti sardi alle prese con pesanti patologie agli occhi.
LA VICENDA Il caso è legato alla decisione di sostituire un farmaco, Avastatin, somministrato a scadenza periodica per via intravitreale. Di recente, nel nome della spending review, viene soppiantato a favore di un altro che, però, non ha gli stessi effetti benefici. «Mia figlia, affetta da diabete mellito autoimmune fin dalla tenera età , ha sempre dovuto ricorrere all'intervento dell'oculista e dei farmaci per poter arrestare le conseguenze a danno della vista. Dopo vari interventi - spiega Gungui - da qualche anno è costretta a ricorrere alla somministrazione di un farmaco, Avastatin. Si potrebbe pensare che l'operazione sia semplice. Non è così. Da tempo è indispensabile attendere che lo specialista entri in possesso della dose di Avastatin, anche a costo di attendere mesi. Il farmaco non è disponibile nella farmacia ospedaliera dell'università di Cagliari che ne dispone un altro, Lucentis».
I COSTI Un flacone di Avastatin - spiega Gungui nella lettera - costa 2.021 euro mentre il secondo, con una confezione più modesta (il rapporto è di uno a quattro), 2.019 euro. Il problema è soprattutto un altro. «Per motivi di reattività personale quest'ultimo farmaco - spiega - non è tollerato da mia figlia e da un centinaio di altri pazienti». Da qui la domanda rivolta ai vertici della sanità : «Cosa impedisce alla farmacia ospedaliera di approvvigionarsi di un farmaco che ha effetti valutabili sul paziente e costa meno di un altro?».
L'APPELLO La lettera di Gungui è un accorato appello perché molti pazienti, compresa la figlia, hanno ormai superato la scadenza periodica per la somministrazione di Avastatin e si ritrovano alle prese con ulteriori rischi per la loro salute. «Chiedo un intervento in quanto la specialità del farmaco è tale che non è reperibile sul mercato neanche volendo anticipare di tasca il non indifferente costo della fiala». ( m. o. )
