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L'unione sarda. Oppi: «È la nostra rivincita»

Lai (Pd): è un buon risultato. Corda (M5S): nessun flop

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Chi gioisce e non lo nasconde è l'Udc. Sotto le vesti di una civica, a Iglesias, città di Giorgio Oppi, lo Scudo crociato vola al 35% e basta questo per rivalutarsi agli occhi di una coalizione, quella del centrodestra, che vedeva già il “vecchio” leader relegato a un ruolo da comprimario.
ORGOGLIO CENTRISTA Ora è lui che fa melina e dice: «Non parlo degli scenari, ma non mi sembra che i nostri alleati alla Regione siano andati benissimo. Né il Pdl né i Riformatori», argomenta Oppi. «Col 35%, 5.200 voti, anche perdendo al ballottaggio, a Iglesias metteremo 7-8 consiglieri. Abbiamo vinto in sei Comuni e in altri abbiamo dato una partecipazione decisiva. Meglio non poteva andare». Silvio Lai, senatore e leader del Pd, frena comunque su proiezioni a lungo raggio: «Non si possono trarre, da questo voto, valutazioni generali di ampia portata: però direi che, in vista delle Regionali, i risultati incoraggiano il centrosinistra. In Sardegna le tendenze non si discostano da quelle nazionali; è vero che l'affluenza cala senza crollare, ma partiva da dati già più bassi». Quanto al caso Macomer, dove il centrosinistra diviso ha perso, «direi che anzitutto bisogna ringraziare Giuseppe Pirisi per essersi candidato in una situazione di estrema difficoltà». Giampaolo Diana, scosso dall'attentato subìto dal sindaco di Villaputzu Fernando Codonesu, è invece più fiducioso: «Alle amministrative, dove il voto è meno politico e conta la personalità dei candidati, la gente tutto sommato premia i nostri amministratori. In questo voto percepisco una voglia di sinistra, anzi di centrosinistra».
IL CENTRODESTRA Nell'arco del centrodestra c'è chi, come Mario Diana, fa risaltare l'astensionismo: «Le due tendenze principali sono l'alta astensione e il ridimensionamento del Movimento di Grillo», dice l'esponente del Pdl oristanese, capogruppo di Sardegna è già domani in Consiglio regionale. «Il primo è un segnale della gravità del malessere generale, il secondo dimostra che quando sono in campo i candidati M5S incontra più difficoltà». Per Salvatore Cicu, deputato del Pdl, questo turno elettorale rappresenta un test parziale per valutazioni più ampie: «Nei paesi abbiamo tenuto, penso a Mara e a Cabras», dice l'ex sottosegretario. «Preoccupa il dato dell'astensione, che sottolinea la distanza dei cittadini dalle scelte della politica. Mi sembra però che la valenza di questa tornata elettorale sia da ricercare più nel significato locale del voto che in quello regionale».
UNIDOS FESTEGGIA Esulta Mauro Pili. Il deputato del Pdl ricorda su Facebook che il movimento Unidos «vince con i suoi coordinatori provinciali». Pili festeggia soprattutto l'elezione di Cristiano Carrus, coordinatore provinciale di Unidos a Oristano, «che vince a mani basse a Cabras e sarà sindaco per altri cinque anni: vittoria meritata e strameritata». Ma ha parole di elogio anche per Giovanni Biccai, coordinatore provinciale di Nuoro, «che vince con Antonio Succu la sfida di Macomer» grazie anche «all'alleanza col Psd'Az».
I GRILLINI Manuela Corda, deputato di M5S, sottolinea invece il risultato di Assemini, dove il movimento di Grillo va al ballottaggio: «Siamo orgogliosi e fiduciosi per Assemini. Io non vedo nessun flop, alle amministrative abbiamo sempre viaggiato su questi dati. Non proponiamo in lista portatori di voti ed è questo che ci differenzia dai partiti. Per noi è un inizio». Alleanze in vista del ballottaggio? «No», chiude Corda: «Decideranno gli asseminesi».
Lo. Pi.

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