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L'unione sarda. Incidenti, triste primato

Nel Nuorese aumento delle tragedie stradali mentre altrove sono in calo

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Nei primi cinque mesi del 2013, la provincia di Nuoro è in controtendenza sugli incidenti stradali: se in Italia c'è una diminuzione, qui un aumento del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, quando rispetto al 2011 si registra una diminuzione del 30 per cento. I dati arrivano dal comandante della Polstrada di Nuoro Raffaele Angioni durante le premiazioni del concorso “Una strada da percorrere o da correre?” promosso dall'associazione parenti vittime della strada.
L'INIZIATIVA Al concorso hanno partecipato le scuole cittadine e ha vinto Daria Canu del Classico. Secondo premiato Enrico Serra dell'istituto d'arte, terzi ex aequo Antonia Murgia (Scientifico) e Cecilia Piras, Gabriele Altea, Luca Stoto e Riccardo Dalò del liceo musicale. Menzioni d'onore per Antonio Pau e Fiorenzo Pira (istituto d'arte), Gabriele Orotelli (Magistrali), Maria Floris, Francesca Pugliese e Aurora Bussu (Scientifico). Trentacinque tra testi, musiche, filmati e dipinti i lavori presentati ieri nella sala della Camera di commercio davanti ad autorità, decine di parenti di vittime della strada e una piccola - troppo visto l'importanza del tema - rappresentanza di studenti, con gli alunni degli istituti che hanno disertato un'iniziativa importantissima capace di sensibilizzare ed educare i giovani e, quindi, i futuri automobilisti di domani.
BOLLETTINO DI GUERRA Non a caso il comandante Angioni ha ricordato che la maggior parte dei sinistri è colpa della «distrazione, della prepotenza in auto, dell'uso improprio degli indicatori di direzione e quindi dell'imprudenza». In cinque mesi sulle strade nuoresi sono morte cinque persone, una al mese, quasi il doppio dei morti (tre) del 2012. Complessivamente nel 2013 ci sono stati 185 incidenti, 105 con feriti. Un bollettino di guerra che può essere ridotto con appropriati comportamenti e interventi di sensibilizzazione, educazione e non solo. Basta ricordare che in sette anni, cioè da quando è stato montato lo spartitraffico centrale sulla 131 Dcn si è registrato un solo incidente mortale contro numeri esponenzialmente più elevati degli anni precedenti all'installazione del guard-rail.
RESPONSABILITÀ Non sempre, anzi quasi mai, è colpa della strada. Quello è solo un fattore «perché la strada è una cosa inerte, la responsabilità è sempre di chi guida che deve commisurare le sue azioni allo stato delle cose», ha ricordato Angioni. E i sistemi di sicurezza passiva spesso non servono. O non bastano. A ricordarlo Giannina Piras, dell'associazione parenti vittime della strada, che ha perso il figlio Pierpaolo. Lei alcuni mesi fa ha portato in una scuola il casco che indossava il figlio il giorno dell'incidente: «Era l'ultimo testimone di mio figlio. È stato un gesto forte fatto per far capire che il casco bisogna usarlo, ma non basta». Tra le testimonianze anche quella di un commosso Benito Urgu, che sulla strada ha perso il nipote.
Fabio Ledda

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