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L'unione sarda. Pd diviso sulla road map

Silvio Lai: «Primarie il 29 settembre e in autunno il congresso» Ma al momento della votazione è mancato il numero legale

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Prima le primarie per incoronare il candidato Pd anti Pdl, Cappellacci, magari pure anti Grillo e via continuando, poi il congresso per inquadrare e far quadrare il partito.
IL PERCORSO La road map tracciata dal segretario Silvio Lai - preferibilmente «percorso», traduce Eugenio Orrù - anima ragionante del vecchio Pci, spacca il partito. Non passa, tutto rinviato a lunedì 10. Quando si è andati al voto, la conta ha fatto cilecca: manca il numero legale. Tutti a casa e arrivederci fra dieci giorni, a Oristano: questa volta per decidere. L'incontro di Tramatza è andato avanti tra polemiche garbate e accenti preoccupati, distinguo sottili e compromessi interessati sul tipo «facciamo le due cose insieme». Ma anche con opposizioni nette e precise: congresso prima hanno ribattuto altri. Da Caterina Pes che al massimo concede la «contestualità», al presidente del partito Valentina Sanna per passare dal segretario cagliaritano Thomas Castangia e alle anime inquiete dei vari circoli sparsi nei territori.
LA PROPOSTA Il segretario Lai aveva fissato anche la data delle primarie: 29 settembre. Con qualche preliminare di non scarsa importanza. Tipo incontri e scontri con gli alleati di oggi e quelli futuri per passare entro giugno alle assemblee dei circoli e delle assemblee provinciali. A luglio il gran finale del festival di “pensieri e parole” con l'assemblea programmatica rinforzata e rimpolpata dal lavoro delle commissioni «in viaggio da 26 mesi», è stata la sottolineatura acida del consigliere regionale Chicco Porcu. Tenendo comunque conto - lo ha ricordato il segretario Silvio Lai nella sua relazione introduttiva - di quel che deciderà martedì la direzione romana del partito in vista del congresso nazionale. «In ogni caso prima le primarie, indispensabili e senza alternative, aperte non solo agli alleati tradizionali ma anche alle diverse esperienze civiche per creare un quadro alternativo forte in grado di battere il Pdl e Cappellacci», ha detto Lai, più che mai convinto che le Regionali debbano viaggiare sul binario numero uno che non significa però avere la certezza di arrivare primi. Anzi, le paure ci sono e pure forti. «Cappellacci è stato un disastro, gioca allo sfascio e se la Finanziaria ha qualcosa di buono lo si deve al gruppo Pd. Il governatore non governa, fa solo propaganda, occhio però a sottovalutarlo». Il segretario ricorda la batosta alle Politiche, le ferite dei tempi di Bersani e in Sardegna «il tavolo non fortissimo della sinistra che insieme ora non va oltre il 32%».
LE POSIZIONI L'ex deputato Giulio Calvisi ammette che «siamo messi male. In una situazione e in partito normale prima si fa il congresso e poi le primarie». Sulla road map la pensa allo stesso modo anche il renziano Chicco Porcu. Però non è per niente tenero con il segretario regionale, che accusa di aver fatto un esame troppo assolutorio e di aver combinato tanti errori quanto quelli di Bersani. E chiede «prima le primarie, il congresso sarebbe un grosso errore». Emanuele Cani è invece con Silvio Lai e così Marco Pili e Benedetto Barranu «purché il congresso regionale sia fatto in sintonia con quello nazionale e le primarie aperte quanto più possibile».
Antonio Masala

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