Il Pdl resta pressoché stabile (-0,1%) e si conferma primo partito nelle intenzioni di voto con il 27,7% dei consensi. Segue il Pd al 25,1%, in calo rispetto alla settimana scorsa, mentre il Movimento 5 Stelle guadagna quasi un punto (+0,8%) e si attesta al 19,9%. All'1% c'è l'Idv, che perde un altro 0,2%. È quanto emerge dal sondaggio “Scenari di un'Italia che cambia” realizzato dall'Istituto Swg per Agorà su Raitre.
I DATI Sel guadagna mezzo punto e sale al 5,5%. In calo la Lega Nord (-0,4%), al 4,3%. L'Udc guadagna mezzo punto e si attesta al 2,2% mentre lascia per strada un altro mezzo punto (al 4,7%) Scelta civica.
Perde qualcosa Fratelli d'Italia (-0,3), che chiude all'1,5%. Tra le due coalizioni maggiori restano 3,9 punti di differenza: il centrodestra è al 35,5%, il centrosinistra al 31,6%. Il centro conferma la sua lenta agonia con il 6,9%.
GOVERNO BOCCIATO Sul fronte del gradimento, il governo Letta rimedia una sonora insufficienza, mentre c'è grande fiducia in Renzi e Napolitano che guidano appaiati la classifica. Swg, infatti, ha chiesto agli italiani di dare un voto all'esecutivo, nonché di esprimere la loro fiducia nei principali attori politici. Il voto medio ottenuto dal Governo, da 1 a 10, è stato infatti di 4,2. Un dato meno negativo se si considera - come osserva il presidente dell'istituto Roberto Weber - che se c'è un 50% degli italiani che dà un voto da cinque in giù all'esecutivo, c'è anche un 40% che dà un voto da sei in su. Per quanto riguarda la fiducia, sono Matteo Renzi e Giorgio Napolitano a guidare la classifica a pari merito. Il sindaco di Firenze e il Capo dello Stato, infatti, guadagnano rispettivamente sei e due punti rispetto alla settimana scorsa, raggiungendo entrambi il 55% dei consensi. Resta stabile il premier Letta al 44%, mentre nel Pdl sale l'indice di gradimento di Silvio Berlusconi (+3%) e di Angelino Alfano (+2%), rispettivamente al 27 e al 25%. Al 25% anche il leader di Sel Nichi Vendola, che guadagna due punti rispetto alla settimana scorsa, mentre perde un punto Beppe Grillo, al 21%. Un punto in più, invece, sia per il senatore a vita Mario Monti che per il segretario del Pd Guglielmo Epifani, rispettivamente al 19 e 18%.
I GRILLINI Il 55% degli elettori del Movimento 5 Stelle confermerebbe oggi il voto dato alla formazione di Grillo nelle elezioni del 24-25 febbraio. A votare per un altro partito sarebbe invece il 13%. Un significativo 20% dei sostenitori del Movimento 5 Stelle non saprebbe ancora come orientarsi in caso di elezioni, mentre il 12% andrebbe ad alimentare il già nutrito partito degli astenuti. L'istituto ha anche analizzato l'opinione degli italiani sul rapporto tra il movimento di Grillo e il sistema informativo. Il 58% degli italiani, e un significativo 46% degli elettori pentastellati, pensa che Beppe Grillo sbagli a non andare in televisione. Tuttavia, mentre il 51% degli elettori totali giudica corretto il comportamento dei mezzi di informazione nei confronti del leader del Movimento 5 Stelle, l'82% dei sostenitori grillini sostiene l'esatto contrario.
LE RICADUTE DELLA CRISI Secondo il sondaggio, la crisi allenta la sua tenaglia.
Alla domanda «in quale delle seguenti condizioni finanziarie prevede che Lei/il suo nucleo familiare?» si troverà tra un anno, il 24 gennaio il 49% degli italiani prevedeva condizioni finanziarie difficili, mentre il 30 maggio le prevedeva il 38%, l'11% degli italiani in meno. Rispetto all'anno scorso il 34% degli italiani investe meno per shopping e spesa alimentare. In particolare, il 34% spende meno per la spesa alimentare, il 70% per l'abbigliamento, il 71% per tempo libero e tecnologie. Il 36% rappresenta la quota di italiani che si sente povero o che arriva con difficoltà a fine mese.
LA RILEVAZIONE La rilevazione è stata effettuata da Swg Spa di Trieste nei giorni 4-5 giugno 2013, tramite sondaggio online su un campione casuale di 1.500 soggetti maggiorenni (su 3.300 contatti complessivi). Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario Swg.
Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza.
Il margine d'errore massimo è più o meno del 2,9%. (lo. pi.)
