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L'unione sarda. Bimba scampa all'agguato

ORUNE. Con la piccola di un anno e mezzo c'erano il padre e il nonno

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L'allevatore scampato all'agguato venerdì sera nel centro di Orune non era solo. Con lui nell'auto c'erano il figlio Emanuele di 24 anni e la nipotina di appena un anno e mezzo. Una presenza che rende ancora più drammatica l'intera vicenda. La successione di pistolettate ha crivellato la parte bassa della vettura, ma nessuno è rimasto ferito. Colpo di fortuna, mira debole del killer convincono gli investigatori fino a un certo punto.
IPOTESI Escluso che volessero ammazzare Antonio Francesco Sestu, allevatore di 50 anni, o il figlio Emanuele, gli investigatori sono propensi di più all'idea che il killer fosse intenzionato a ferire uno di loro. La presenza casuale della piccola non avrebbe condizionato il malvivente che ha sparato da una decina di metri di distanza, mirando dal marciapiede all'auto in transito in corso Repubblica. Il movente potrebbe aprire vari scenari, dai vecchi attriti legati al duplice omicidio di Amerigo Zori e Pasquale Coccone, per il quale è condannato Alessandro Sestu, figlio di Antonio Francesco, a screzi più recenti.
L'AGGUATO Venerdì sera il killer ha atteso il passaggio della Opel Corsa di Sestu nella strada principale del paese. Erano le 20,25 quando l'uomo - pare senza maschera - ha fatto partire tredici colpi di pistola calibro 9 x 21. Uno ha centrato il muro, qualcuno è andato a vuoto. Dieci hanno raggiunto il cruscotto e altri parti della vettura. La carrozzeria ha protetto Sestu, il figlio e la nipotina, ma è evidente che il piano del killer non era la strage. Il capofamiglia, che era al volante dell'auto, ha reagito con freddezza alla successione di colpi, senza fermarsi. Poi ha raggiunto la caserma dei carabinieri del paese e ha denunciato lo scampato pericolo.
INDAGINI L'uomo è stato interrogato dai militari della compagnia di Bitti, diretta dal capitano Fabio Saddi, ma non avrebbe fornito elementi utili a identificare il killer, né a fare luce sul fallito agguato. Dai primi elementi raccolti risulta, tuttavia, che lo sparatore fosse a volto scoperto, fermo sul marciapiede, nel lato destro di corso Repubblica, da dove ha esploso la successione di colpi, non senza audacia considerando l'ora e il via vai lungo la strada. Nel tentativo di diradare il mistero sulla vicenda, il primo pensiero degli investigatori è stato il duplice omicidio di Zori e Coccone, uccisi nel 2004, per il quale Alessandro Sestu sconta una condanna a vent'anni. Lui è reo confesso. Ma non è l'unica pista investigativa. I carabinieri cercano di ricostruire anche contrasti più recenti che potrebbero aver armato la mano del killer.
Marilena Orunesu

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