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L'unione sarda. Pascolo abusivo, vertice alla Regione

Oggi il commissario delegato incontra gli allevatori. De Francisci: il ministero boccia i recinti

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Peste suina, la Regione non molla. Nonostante la Terza commissione abbia espresso parere contrario al disegno di legge della Giunta sugli interventi per l'attuazione del piano di eradicazione, la lotta al morbo continua.
L'INCONTRO Oggi alle 10 il generale Gilberto Murgia, commissario delegato dal governatore, incontra una rappresentanza di allevatori della provincia Ogliastra, del Nuorese e del Sarrabus. «Gli allevatori interessati fanno parte del consorzio produttori del suino di razza sarda e si parlerà della regolarizzazione e dell'emersione della clandestinità. Il nostro obiettivo è cercare di rafforzare la lotta al pascolo brado e i controlli veterinari», dice Murgia. «È pretendere troppo che in pochi mesi, cioè da quando sono stato nominato delegato del presidente, si possa eliminare la peste suina, presente da 35 anni nell'Isola. Anzi, in pochi mesi, è stato fatto quel che in tutti questi anni non è stato fatto. Le 2 mila aziende emerse sono un grande risultato. C'è un impegno politico forte da parte del presidente e dell'assessore alla Sanità per creare nell'immediato le condizioni perché l'eradicazione diventi realtà. Ciò nonostante le difficoltà che si registrano nel territorio, per la presa di posizione di pochi allevatori che non capiscono che sconfiggendo la peste ci sarà uno sviluppo dell'economia legato al settore suinicolo. Non capiscono che con il loro comportamento penalizzano il settore nella sua interezza, soprattutto le aziende che allevano i suini tenendo conto delle norme sulla biosicurezza». Da qui l'incontro con gli allevatori delle zone considerate ad alto rischio.
AL MINISTERO Di questo, ieri a Roma, il presidente Ugo Cappellacci e l'assessore alla Sanità Simona De Francisci hanno parlato con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Nel confermare la disponibilità a un vertice, come richiesto dal governatore, la Lorenzin ha accolto l'invito della Regione «per un significativo rafforzamento sul fronte dell'ordine pubblico e della lotta al pascolo brado».
L'ASSESSORE Sul dl respinto, che riguardava la realizzazione di recinti per combattere il fenomeno, l'assessore ha precisato: «Il disegno di legge è stato presentato mesi fa: ora il ministero non è convinto dell'efficacia dei recinti perché quelli costruiti con finanziamenti precedenti sono stati distrutti», dice De Francisci. «Il vero problema è che gli animali al brado non vengono anagrafati. La responsabilità per 35 anni non è stata solo della Regione: c'è una resistenza a mettersi in regola da parte di molti allevatori. Dal ministero hanno detto che non era il caso di spendere altre risorse per i recinti, nonostante credessimo in questa soluzione per andare incontro alle aziende, bilanciando la misura restrittiva relativamente al blocco degli indennizzi deciso nel settembre 2011 dopo i 3mila capi abbattuti a Lanusei. Tengo tuttavia a precisare», conclude l'assessore, «che dal punto di vista sanitario quel che doveva essere fatto è stato fatto. Quindi gli uffici hanno lavorato bene».
Lo. Pi.

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