Il 2012 ha lasciato ferite profonde sul tessuto economico della Sardegna. Il prodotto interno lordo è calato del 2,8%, con un nuovo «marcato peggioramento» dopo il debole recupero del 2010 e della prima parte del 2011. Il Pil è lo specchio della crisi dell'industria, ma anche dei servizi e del turismo. Una crisi che si è abbattuta sul lavoro e sul tasso di disoccupazione, che ormai veleggia su livelli record. A dirlo è il consueto rapporto annuale di Bankitalia, presentato ieri nella sede cagliaritana dell'istituto dal direttore Nevio Rodighiero.
LE DIFFICOLTÀ «Il trend dell'Isola rispecchia l'andamento nazionale», ha spiegato il numero uno di Bankitalia in Sardegna, «ma un po' peggio». Le difficoltà hanno interessato soprattutto l'industria (che ha registrato una riduzione del fatturato del 4%) e le costruzioni (la produzione è risultata in discesa con un numero di ore lavorate diminuito del 13%). L'unica nota positiva è rappresentata dall'export di marmi e graniti (+33%) e dei prodotti agroalimentari (+23%). Al contrario, i servizi hanno risentito «della riduzione del reddito disponibile e dell'accentuata diminuzione dei consumi».
LE PREVISIONI Per il 2013 le previsioni degli esperti dicono che sarà stagnazione. E non va bene neanche il turismo. In base ai dati della Regione - ricorda Bankitalia - le presenze nelle strutture ricettive sono diminuite del 16%. Giù anche i passeggeri transitati per porti e aeroporti dell'Isola con una flessione dell'8,1%, mentre per quanto riguarda il traffico portuale delle merci il decremento è pari al 4,4%.
L'OCCUPAZIONE È andata male anche sul fronte del lavoro con il tasso di disoccupazione che, in un anno, è aumentato in media di due punti percentuali. I segnali più preoccupanti arrivano soprattutto per i più giovani: «Per la fascia tra i 15 e i 34 anni», dice il Rapporto, «il tasso di disoccupazione è aumentato di 4,3 punti percentuali, dal 24,8 al 29,1%».
IL PRECARIATO Il lavoro stabile sta diventando un miraggio: «Le imprese stanno privilegiando i contratti a tempo, aumentati di oltre il 3%, e le posizioni part-time». Per non parlare dei salari. «Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, pari in media nel 2012 a quasi 1200 euro netti mensili, sono leggermente superiori ai dati del Sud, ma inferiori alla media nazionale».
IL CREDITO La recessione ha condizionato sia la domanda di credito sia l'offerta di finanziamento. Risultato: una forte contrazione dei prestiti. Il discorso vale per le imprese, ma anche per le famiglie: i finanziamenti ai consumatori si sono ridotti dello 0,3%. «C'è una flessione della domanda dei mutui per abitazioni e credito al consumo, ma in ogni caso», sottolinea Rodighiero, «il calo dovrebbe arrestarsi nella prima metà del 2013».
IL FISCO Moderato il ricorso alla leva fiscale da parte degli enti territoriali, sebbene negli ultimi due anni si sia registrata una lieve tendenza all'innalzamento della pressione impositiva, in particolare dei Comuni.
LE IMPRESE Le imprese, infine, per bocca del presidente regionale di Confindustria Alberto Scanu, hanno proposto di ripartire, puntando su export, innovazione e manifatturiero, senza dimenticare i temi centrali del turismo e dell'energia.
Lanfranco Olivieri
