Il Porceddum resta in cottura fino alla prossima settimana: il Consiglio regionale sulla legge elettorale slitta a martedì 18, troppo intricato il nodo-sbarramenti. E oggi, su quel tema ma non solo, si terranno a Cagliari un vertice del centrodestra e uno del centrosinistra.
SBARRAMENTI Mercoledì sembrava vicina l'intesa su una sola maxisoglia al 15%, sotto la quale le coalizioni (o le liste non coalizzate) resterebbero escluse dalla ripartizione dei seggi. La precedente proposta della commissione Autonomia fissava il taglio al 10% per le alleanze, al 5 per i partiti da soli, al 3 per i partiti dentro le coalizioni. Dopo la rivolta dei piccoli, si profilava appunto l'eliminazione dei parametri del 3 e del 5 ma un irrigidimento di quello per le coalizioni.
Portarlo al 15% non serve tanto in funzione anti-Grillo (il M5S dovrebbe restare al di sopra), quanto per togliere potere contrattuale, verso Pdl e Pd, alle forze medio-piccole, che potrebbero minacciare di andare sole. Altra vittima del gioco del 15 sarebbero gli indipendentisti, quasi certamente esclusi: così non sottrarrebbero seggi al polo che perde.
TRATTATIVE Ma una norma simile causerebbe enormi malumori, tali forse da impedire l'approvazione della riforma con i 54 voti necessari per scongiurare il referendum confermativo («non si capisce se qualcuno vuol farla saltare», scrive il leader Idv Federico Palomba). Ieri in Consiglio, visto che l'intesa era lontana, si è rinviato tutto al 18. Possibile che alla fine si riduca il maxisbarramento dal 15 al 10, o ancora meno.
Si è anche deciso di portare in aula, entro due mesi, la proposta di legge di Giacomo Sanna (Psd'Az) e Luciano Uras (Sel) sulle primarie obbligatorie per la scelta dei candidati governatori: la cosa suscita la soddisfazione di Sanna, che poi chiede a Pdl e Pd di «mettere da parte egoismi e interessi partitici: con le soglie di sbarramento proposte, penalizzerebbero migliaia di elettori». «Il Consiglio - dice Roberto Deriu, candidato alle primarie del centrosinistra - riscatti anni di leggine e vari una legge elettorale rispettosa dei territori, delle culture e dei differenti orientamenti».
I GRUPPI «Discuteremo senza pregiudiziali», assicura dal Pdl Pietro Pittalis, «sforziamoci di non mirare a tornaconti immediati». «Le regole richiedono larghe intese», avverte Giampaolo Diana (Pd), «e io confido che ci si arrivi». Claudia Zuncheddu (Sardigna libera) e Daniele Cocco (Sel) pensano però che uno sbarramento alto sia «un ostacolo insormontabile: siamo contrari a ogni soglia».
«No agli sbarramenti», ripetono Adriano Salis, Giannetto Mariani e Giuseppe Stocchino, l'area di sinistra del gruppo misto: «La governabilità è garantita col premio di maggioranza». I tre inoltre auspicano la doppia preferenza di genere, tema su cui Michele Cossa ribadisce il sì dei Riformatori: «È un punto di civiltà democratica. Ci auguriamo che sia approvata a larghissima maggioranza e senza trabocchetti». Cossa esprime poi soddisfazione per l'imminente dibattito sulle primarie obbligatorie, proposte dai referendum del 2012.
Giuseppe Meloni
