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L'unione sarda. Pioggia di euro per i poveri e i disabili gravi

Piano da 125 milioni

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Piani personalizzati per disabili gravi e programmi indirizzati su povertà, centri antiviolenza, banco alimentare, oratori e sport terapia. La Regione, attraverso l'assessorato delle Politiche sociali, ha predisposto 125 milioni di euro per coloro che appartengono alle fasce più deboli. «Una parte delle risorse», ha sottolineato Simona De Francisci, assessore della Sanità e delle Politiche sociali, «saranno indirizzate, attraverso la legge 162/98, sui circa 36mila piani personalizzati, graduati su diversi livelli di disabilità».
Le somme, che incideranno su quello che l'assessore ha definito «un tessuto sociale fragile», saranno rese disponibili entro la fine del mese. Per il programma “Ritornare a casa”, che ha lo scopo di limitare i disagi a degenti come malati di Sla, tracheotomizzati e pazienti terminali, la legge regionale 23 del 2005 prevede la compartecipazione del 20% dei Comuni per i piani personalizzati. «Con gli ultimi bilanci», ha spiegato De Francisci, «molti Comuni non sono riusciti a sostenere il 20%, che però doveva essere previsto in bilancio. Quest'anno, in via eccezionale, destiniamo 5 milioni di euro alla quota del 20%. È necessario però che ci sia un senso di responsabilità delle amministrazioni comunali. I ritardi, è giusto chiarirlo, non sono della Regione».
C'è poi la questione legata alle povertà estreme. I Comuni hanno accusato la Regione di avere sbagliato nel destinare la quota parte dei 25 milioni di euro all'interno dell'Irap. L'assessore De Francisci annuncia che in fase di assestamento del bilancio «l'impegno del presidente Cappellacci è di implementare quella voce. Ancora una volta rassicuriamo i Comuni sul fatto che non li abbiamo abbandonati». Nove milioni di euro saranno destinati al bando “Lav...ora”, per il reintegro di persone che si trovano fuori dal ciclo produttivo. Tra le azioni dell'assessorato rientra anche quella sulle sezioni “Primavera”, che prevede servizi sperimentali per la prima infanzia, destinati a bambini tra i 2 e i 3 anni.
Eleonora Bullegas

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