Una risposta dalla Regione entro fine mese per scongiurare la scomparsa delle compagnie low cost, indispensabili per lo sviluppo del Nord Sardegna e di tutta la regione. L'ultimatum arriva dai rappresentanti del mondo economico di tutta la parte settentrionale dell'Isola: si rivolgono al presidente Cappellacci, anche in qualità di assessore ai Trasporti, affinché si attivi a dare risposte dopo la decisione dell'Unione europea.
L'ATTESA Dal 31 maggio, infatti, lo Stato italiano è in infrazione rispetto alle leggi comunitarie sui finanziamenti messi a disposizione delle società di gestione aeroportuale che a loro volta li hanno destinati alle low cost. Entro il 30 giugno la Regione dovrà dare le sue spiegazioni su quanto giudicato irregolare. «Restiamo col fiato sospeso data l'importanza delle compagnie a basso costo e di Ryanair in particolare per Alghero», sottolinea Stefano Visconti, presidente del Consorzio turistico Riviera del Corallo (che riunisce il 55% della ricettività alberghiera della zona). Nel 2012, solo nello scalo algherese, sono stati 1,1 milioni gli arrivi garantiti dalle low cost, pari a 3.850.000 presenze con un soggiorno medio di 3,5 giorni. «Una piccola parte di questi è rimasta ad Alghero, il resto è stato assorbito da un'area ben più vasta, sino alla Gallura e al nord Sardegna. Si parla di decine di milioni di euro tra ricettività e indotto e precludere l'azione delle low cost significherebbe minare alle fondamenta un sistema turistico già sofferente», conclude Visconti che si aspetta che il governo regionale «combatta strenuamente in difesa di un sistema aeroportuale sardo sotto attacco».
PERICOLO Per Massimo Cadeddu, presidente di Confcommercio Nord Sardegna, per Sassari il problema è la legge regionale 10 sulle misure per lo sviluppo del trasporto aereo. «Dal 31 dicembre la norma cesserà i suoi effetti. Il conto alla rovescia è quindi partito con poco più di 150 giorni a disposizione: «Una bomba a orologeria pronta a investire l'intero sistema del trasporto aereo. Senza le low cost sarebbe come essere proiettati trent'anni indietro». Gavino Sini, presidente della Camera di commercio del Nord Sardegna, ha già chiesto un incontro a Cappellacci «affinché si risolvano una volta per tutte le annose difficoltà di gestione del traffico aereo. La preoccupazione di tutti cresce e diventa catastrofico lo scenario se solo accadesse che uno degli ultimi fari di speranza per l'economia e la socialità del territorio dovesse spegnersi».
GLI SCALI Enrico Daga, presidente del Sistema turistico locale Nord Sardegna, ricorda invece che la società algherese aeroportuale Sogeaal «è di interesse strategico regionale. Lo scalo cresce e non può che essere considerato di primaria e importanza con ricadute economiche sull'intero territorio sardo». Sulla questione, uno spiraglio potrebbe arrivare «dal recente riconoscimento Ue dello stato di insularità della Sardegna», conclude Alberto Cossu, vice presidente di Confcommercio Nord Sardegna. «L'Isola non può essere penalizzata economicamente per il suo status». Che sia un barlume di speranza anche per il sistema degli aeroporti?
Annalisa Bernardini
