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L'unione sarda. Orgosolo, partita in Tribunale

Battaglia legale per la squadra di softball che deve rinunciare alla Serie A

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L'amministrazione di Orgosolo è pronta a schierarsi al fianco del Supramonte scippato la scorsa stagione dell'A2 nazionale di softball. I fatti: a settembre la squadra orgolese, dopo aver dominato il campionato regionale di serie B, gioca i playoff per la promozione in serie A2, arrivando terza davanti al Chieti e presentando domanda di ripescaggio come la quarta classificata. Ma gli orgolesi non vengono ripescati perché “trasferta scomoda”, mentre il Chieti sale in A2. Dopo diverse proteste le orgolesi (unica squadra sarda) vengono chiamate in A2, ma a condizione che giochino quasi sempre in trasferta oltre Tirreno. Opzione costosissima per le barbaricine. Così con una decisione senza precedenti, il Supramonte Softball ritira la squadra per protesta verso la federazione con una lettera indirizzata al presidente del Coni e ai vertici istituzionali della Regione Sardegna, al presidente della Provincia di Nuoro e al sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda. Che si schiera con la Polisportiva «perché la è una realtà molto molto importante e contiamo e puntiamo tanto sul loro lavoro e su questo gruppo dirigente» spiega il primo cittadino di Orgosolo. Deledda aggiunge: «Stiamo concordando con i rappresentanti delle polisportiva di adire le vie legali, loro aspettavano delle risposte alle richieste che hanno formulato alla federazione che non sono arrivate. Credo che sia fondamentale vederci chiaro, capire qual è la verità, l'intera comunità ha tutto l'interesse perché quello ottenuto e non riconosciuto è un risultato non solo sportivo ma anche sociale». Un fatto che in paese non è stato accettato. «Non è possibile che vinca una squadra che perde. Io stesso sono diventato sindaco perché ho preso più voti del secondo. È la base della democrazia e delle regole sportive, vince la partita chi fa un punto in più non chi ne fa uno in meno». ( f. le. )

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