«Aspettiamo per esprimere un giudizio definitivo sul caso- Mesina, ma preoccupiamoci che questa vicenda non si traduca in una punizione per tutti i detenuti, con un giro di vite sui percorsi di recupero e reinserimento sociale».
INAUGURAZIONE Parole pronunciate da Efisio Arbau, l'avvocato-pastore di Ollolai approdato da qualche mese in Consiglio regionale, ieri durante l'inaugurazione della mostra dei lavori di Annino Mele, l'ex superlatitante di Mamoiada in carcere da 26 anni. L'iniziativa dell'associazione Umana Ventura (timbrata con un proverbio sardo, Nèmos niet de cuss'abba non bibo , nessuno pensi di non bere dalla fontana-carcere) che continuerà domani con un convegno con il presidente della commissione Diritti umani del Senato Luigi Manconi e il direttore della rivista Tempi Luigi Amicone, è stata in qualche modo segnata dall'arresto dell'orgolese. «Non possiamo chiudere in prigione anche la speranza», ha detto uno degli organizzatori, Marcello Seddone, conscio che «l'opinione pubblica è poco disposta a parlare di carcere, amnistia e carcerazione preventiva». E don Francesco Mariani, parroco di San Giuseppe e direttore di Radio Barbagia che nel convegno di dlunedì si soffermerà soprattutto sulla carcerazione preventiva, ha lanciato un messaggio indiretto: «Annino sta scontando tutta la sua pena, in silenzio, senza usufruire di un solo giorno di permesso. Sia chiaro: questi lavori sono stati tutti regalati col cuore alla cooperativa il Mandorlo e alla casa di accoglienza per i minori, lui non ha chiesto un euro».
DETERMINAZIONE Vasi, cestini, portalampada costruiti incollando gli stecchini uno per uno. «Non ci vuole pazienza ma determinazione», ha spiegato Mele a Mariantonietta Santoni, volontaria che ha collaborato nell'organizzazione della mostra. Condannato per un omicidio legato alla faida di Mamoiada e ritenuto responsabile tra l'altro di alcuni sequestri di persona, l'ergastolano di Mamoiada ha già scontato in totale 30 anni. Nel novembre del 2011, dopo il lungo peregrinare in varie penitenziari della penisola, è stato trasferito da Fossombrone a Buoncammino. Annino Mele non ha usufruito di alcun permesso, unica concessione nel marzo del 2011 un colloquio di due ore a casa di un familiare con l'anziana mamma che ha visto per l'ultima volta: pochi mesi dopo non è riuscito neanche a partecipare al suo funerale. Oltre il caso personale e con l'attualità che incombe davanti all'emergenza-carceri, questi problemi saranno affrontati domani dalle 18,30 nel dibattito all'Eurohotel con Luigi Manconi, Luigi Amico e don Francesco Mariani, introdotti da Marcello Seddone e coordinati dal giornalista Michele Tatti.
